L’Iran colpisce petroliere a Hormuz, Usa: reagiremo

martedì 14 luglio 2026


L’Iran continua a sparare sulle petroliere nello stretto di Hormuz. “L’esercito statunitense ha tentato di costringere due petroliere a transitare attraverso la rotta illegale nello stretto, istigandole. Le due petroliere, ingannate e indisciplinate, hanno messo in pericolo la navigazione spegnendo i loro sistemi di navigazione e hanno percorso la rotta, dove sono state colpite dalle nostre forze navali”, afferma il comunicato. In precedenza gli Emirati Arabi Uniti avevano denunciato che due proprie petroliere erano state colpite dall’Iran mentre navigavano nella corsia meridionale dello Stretto, all’interno delle acque territoriali dellOman. Si registra almeno una vittima. Il Corpo delle guardie rivoluzionarie ha inoltre avvertito che “Qualsiasi nave che transiti attraverso la rotta offerta dal nemico non potrà che subire danni e causare ritardi nella riapertura dello stretto di Hormuz, creando una crisi energetica nel mondo”.

Lo stretto di Hormuz “non verrà mai riaperto a causa di guerre, aggressioni o trasgressioni americane”, ha dichiarato un portavoce militare, secondo quanto riferito dalla televisione di Stato iraniana e rilanciato da Sky news. “Il rispetto dei diritti del popolo iraniano è l’unica via per riaprire lo stretto di Hormuz”. Il portavoce dell’esercito Mohammad Akraminia ha aggiunto che le forze armate della Repubblica islamica “non cederanno sulla questione dello stretto di Hormuz. L’unico modo per riaprire la via navigabile è rispettare i diritti del popolo iraniano e che gli Stati Uniti rispettino il Memorandum dintesa, non la guerra, le azioni malvagie e l’aggressione”. Quindi un nuovo avvertimento a Washington: “L’Iran si opporrà fermamente al mancato rispetto del Memorandum d’intesa da parte degli Stati Uniti e dichiara di accettare solo gli articoli del Memorandum. Qualsiasi altra mossa si scontrerà certamente con la reazione decisa dell’Iran”, secondo quanto riportato dall’agenzia Irna.

Nel frattempo, le dichiarazioni di Donald Trump contro Kuh-e Kolang Gaz La, ribattezzato dagli Stati Uniti Pickaxe Mountain (“montagna del piccone”), hanno riportato l’attenzione su uno dei siti nucleari più riservati dell’Iran. Secondo quanto sostenuto da Teheran fin dall’avvio dei lavori nel 2020, il complesso sarebbe destinato esclusivamente alla produzione di centrifughe avanzate. L’Agenzia internazionale per lenergia atomica (Aiea), però, non ha mai ottenuto l’autorizzazione a ispezionare l’impianto. I servizi dintelligence occidentali sospettano invece che il sito possa ospitare un impianto segreto per l’arricchimento dell’uranio. Immagini satellitari diffuse lo scorso autunno avevano mostrato la ripresa delle attività edilizie dopo la guerra dei 12 giorni del giugno 2025. Più recentemente, un’analisi dell’Institute for science and international security di Washington, basata su rilevazioni di fine giugno, ha individuato movimenti di camion e altri mezzi diretti verso gli accessi occidentali del complesso, elementi che, secondo l’istituto, indicherebbero che “lavori all’interno del complesso di tunnel, così come il consolidamento dell’ingresso del tunnel, sono in corso”.


di Eugenio Vittorio