Hormuz è di nuovo chiuso: non passano navi da ieri sera

lunedì 13 luglio 2026


Transiti di navi commerciali azzerati da ieri sera attraverso lo stretto di Hormuz. Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è a serio rischio, con gli attacchi tra i due Paesi che si moltiplicano e Hormuz nuovamente chiuso. Lo riporta la Bbc, citando il sito di monitoraggio della navigazione MarineTraffic. L’emittente britannica segnala peraltro come alcuni singoli cargo siano passati nelle scorse ore “al buio”, ossia con i trasponder spenti. Domenica il governo di Teheran aveva parlato di passaggio “al momento” non più possibile a causa dei “movimenti illegali delle forze armate americane nella regione”. Anche per Bloomberg alcune navi hanno attraversato segretamente lo stretto, nonostante i passaggi visibili si siano praticamente interrotti dopo l’intensificarsi degli scontri tra Washington e Teheran. I dati preliminari della società di analisi Kpler indicano che tutte e sei le navi mercantili transitate attraverso Hormuz nella giornata di domenica avrebbero navigato con i transponder spenti. Gli attraversamenti “al buio” avrebbero così superato numericamente quelli registrabili nei tre giorni precedenti.

“Avremo un pranzo con i partner del Golfo riguardo alla sicurezza della regione del Golfo, è stata una priorità per tutti il fatto che il memorandum d’intesa esiste, ma non sta realmente reggendo. E discuteremo su cosa possiamo fare di più, che tipo di messaggi possiamo inviare affinché lo stretto di Hormuz venga aperto, la libertà di navigazione venga rispettata, non ci possano essere pedaggi o tasse di navigazione”. Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante dellUnione europea per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri di Bruxelles. Intanto, i media iraniani riportano la possibilità di scontri militari tra Stati Uniti e Iran nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz. L’agenzia Mehr ha riferito di esplosioni nell’Iran meridionale, nei pressi della città portuale di Bandar Abbas, sul Golfo persico, e sull’isola di Qeshm.

Le tensioni hanno avuto un impatto immediato sui mercati energetici. Il prezzo del petrolio Brent con consegna a settembre, riferimento internazionale, è salito del 3,75 per cento, raggiungendo i 78,86 dollari al barile prima dell’apertura delle piazze finanziarie asiatiche. Il Wti con consegna ad agosto ha registrato un incremento del 3,65 per cento, attestandosi a 74,02 dollari al barile.

Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha comunicato di aver “completato questa settimana, l’11 luglio, una terza serie di attacchi contro l’Iran, ritenendo le forze iraniane responsabili dell’attacco a un’altra nave mercantile nello stretto di Hormuz”. La nota è stata pubblicata sul sito ufficiale del Centcom. “Le forze statunitensi hanno colpito circa 140 obiettivi militari iraniani con munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento terrestri e navali, droni e unità navali. Tra gli obiettivi figuravano siti missilistici e di droni iraniani, capacità navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera”. Secondo il Comando, gli attacchi avrebbero interessato oltre 300 obiettivi con l’obiettivo di ridurre la capacità dell’Iran di colpire marittimi civili e navi mercantili in transito nello stretto.


di Eugenio Vittorio