Attentato a Monaco: la ricercata è fuggita in Svizzera

venerdì 3 luglio 2026


L’attentatrice ucraina ricercata per l’esplosione del 30 giugno scorso a Monaco avrebbe raggiunto la Svizzera. Nella sua fuga, la donna è passata anche dall’Italia, ma secondo fonti informate sarebbe stata solo di passaggio. L’obiettivo di Anastasia Berezovska – il nome è stato rilasciato dall’Interpol – era di arrivare in terra elvetica. La donna di 39 anni, è entrata in Italia a Ventimiglia a bordo di un’automobile tedesca. La donna é ricercata dalle autorità monegasche per il tentato omicidio dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, per “deposito con intento criminale di un ordigno esplosivo su strada pubblica e associazione a delinquere”, secondo quanto riportato nella nota, che equivale a una richiesta internazionale di arresto. Il magnate immobiliare, il bersaglio di Berezovska, è un rifugiato vip nel principato – vive a Monaco dal 2021 – sanzionato da Volodymyr Zelensky dal 2023.

La sospettata è una donna dai capelli castani di media lunghezza, con indosso una maglietta a righe a maniche corte. Sul braccio destro è visibile un tatuaggio, descritto dagli investigatori come “probabilmente un serpente”. Nella scheda diffusa dall’Interpol viene inoltre indicato il tedesco come sua “lingua parlata”. Giovedì sera la Procura generale di Monaco aveva annunciato di aver identificato un sospettato, senza tuttavia divulgarne l’identità. Ulteriori dettagli sono stati forniti nel corso della conferenza stampa convocata nella tarda mattinata. Secondo il procuratore del Principato, gli elementi raccolti “sembrano indicare” che la sospettata “non abbia agito da sola”. Il magistrato ha spiegato che l’identificazione di una donna è stata possibile grazie a un più ampio utilizzo della videosorveglianza urbana e alla testimonianza di una persona entrata in contatto con la ricercata. Le indagini hanno inoltre ricostruito che la donna avrebbe effettuato diversi sopralluoghi nei giorni precedenti all’attentato e “che si sarebbe travestita da uomo”.

Le autorità monegasche continuano a non confermare ufficialmente l’identità delle vittime. Tuttavia, secondo fonti concordanti, il bersaglio dell’attacco è Ermolaev, colpito dalla bomba assieme alla compagna e al figlio. Quest’ultimo era stato ricoverato in condizioni di relativa urgenza all’ospedale pediatrico Lenval di Nizza, mentre i due adulti, inizialmente in pericolo di vita, erano stati trasferiti al Centro ospedaliero universitario della città francese. Mercoledì le condizioni di Ermolaev risultavano in miglioramento, mentre quelle della donna rimanevano ancora critiche. L’inchiesta continua a suscitare forte attenzione internazionale. Il tentato omicidio ha infatti colpito uno degli Stati considerati più sicuri d’Europa: il Principato di Monaco, enclave di appena due chilometri quadrati con circa 40 ila abitanti, caratterizzata da una forte presenza di residenti stranieri e da un’elevata concentrazione di grandi patrimoni.


di Zaccaria Trevi