Usa-Iran: l’esito dei colloqui

martedì 23 giugno 2026


Dalle sanzioni al programma atomico, passando dalla cooperazione economica. I colloqui in Svizzera sono terminati, con Usa e Iran che hanno istituito la roadmap per attuare i vari punti del negoziato. Secondo i media iraniani, le due delegazioni hanno concordato la costituzione di quattro tavoli negoziali permanenti. Lo ha scritto l’agenzia Irna, che ha citato il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi. A margine dei negoziati è intervenuto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha richiamato la necessità di rispettare gli impegni assunti. “L’efficacia dei colloqui dipenderà dal pieno impegno verso gli obblighi concordati e dalla loro precisa attuazione. I progressi in tal senso saranno misurati dal rispetto concreto delle responsabilità assunte. Dichiarazioni al di fuori del testo concordato non contribuiscono al progresso dei negoziati”. In Iran ci sono state anche critiche alla partecipazione della delegazione ai colloqui in Svizzera. A queste ha replicato il capo negoziatore Mohammed Bagher Ghalibaf. “In una delle buone trasmissioni della tivù di Stato ho visto che dicevano: magari chiudessero laeroporto di Mehrabad così la delegazione negoziante non andrebbe in Svizzera. A quei cari signori dico: se non fossimo andati in Svizzera, ogni momento più sangue sarebbe stato versato dai musulmani e sciiti del Libano”.

È lo stretto di Hormuz il punto centrale di tutto l’incontro. Teheran e Washington stanno lavorando per la sicurezza della navigazione nel passaggio marittimo più importante al mondo per il commercio energetico. Le parti intendono istituire “un meccanismo di coordinamento, che include una linea diretta e un centro di contatto a cui rivolgersi in caso di ambiguità o controversie”, ha affermato Ghalibaf. “Durante questo periodo di 30 giorni, ai sensi dell’articolo 5, le parti potranno mantenere uno stretto coordinamento affinché le navi che transitano nello stretto possano farlo in modo più sicuro ed efficiente. Questo contribuirà a migliorare i flussi di traffico e i volumi di navi attraverso lo Stretto, a dare impulso all’economia regionale, a sostenere l’economia globale e a permetterci di guardare avanti”. Nel frattempo, una delegazione iraniana si è recata a Muscat per una serie di incontri con le autorità omanite, tra cui il capo della diplomazia Badr al Busaidi. Al centro dei colloqui c’è la creazione del sistema di gestione congiunta dello stretto di Hormuz. Secondo la televisione di Stato iraniana, Teheran avrebbe chiarito che l’amministrazione di Hormuz non potrà più essere la stessa dopo gli attacchi condotti da Israele e dagli Stati Uniti contro l’Iran.

Israele e Libano, invece, si incontreranno oggi a Washington. Secondo Channel 12, la delegazione israeliana presenterà una proposta per un ritiro parziale dell’esercito da una porzione limitata del Libano meridionale, che verrebbe successivamente affidata alle forze armate libanesi sotto supervisione americana. “Arriviamo con delle mappe per decidere quale sarà l’area del progetto pilota che si svolgerà in una zona a sud del fiume Litani, cioè a sud della linea gialla”, ha dichiarato una fonte israeliana all’emittente. Entrando nel dettaglio, Israele lascerebbe un’area ritenuta relativamente bonificata dalla presenza di miliziani e armamenti di Hezbollah. I negoziati dovrebbero proseguire fino a giovedì e saranno articolati in due distinti gruppi di lavoro: uno politico-diplomatico, guidato dall’ambasciatore Yechiel Leiter e dal funzionario del Consiglio per la sicurezza nazionale Yossi Draznin, e uno militare, coordinato dal responsabile della strategia Michael Levin insieme al vice addetto militare Erik Ben-Dov.


di Eugenio Vittorio