venerdì 19 giugno 2026
Domenica 21 giugno si vota per il ballottaggio alle Presidenziali colombiane. Il favorito, secondo i sondaggi, è il candidato di destra Abelardo de la Espriella, detto “El Tigre”. Il suo competitor è il marxista Ivan Cepeda. Dopo la vittoria di Keiko Fujimori in Perù, un eventuale successo di De la Espriella potrebbe rappresentare l’ennesima disfatta per la sinistra sudamericana. Al termine del primo turno delle elezioni tenutosi domenica 31 maggio, l’avvocato e imprenditore De la Espriella ha ottenuto il 43,7 per cento dei voti, pari a oltre 10,3 milioni di preferenze. Il senatore Cepeda si è invece fermato al 40,9 per cento, con circa 9,8 milioni di voti. I due candidati sono separati da circa 700mila preferenze. Più distaccata la senatrice Paloma Valencia del Centro democratico, che ha raccolto il 6,9 per cento dei consensi e che nelle ore successive al voto ha annunciato il proprio sostegno a De la Espriella in vista del secondo turno. Alle urne si sono recati oltre 24 milioni di colombiani, circa il 58 per cento degli aventi diritto. Tra i dati emersi dal voto emerge anche il numero delle schede bianche: oltre 404mila, pari all’1,7 per cento dei voti validi, un totale superiore a quello ottenuto da diversi candidati in corsa per la presidenza.
Dopo la diffusione dei risultati preliminari, il presidente uscente Gustavo Petro ha invitato ad attendere i dati ufficiali dello scrutinio, contestando il sistema di pre-conteggio utilizzato per la diffusione delle prime proiezioni. Anche Cepeda ha chiesto di attendere la conclusione delle verifiche previste dalla legge elettorale. Il voto arriva in una fase in cui il Paese continua a confrontarsi con le sfide legate alla sicurezza e, nonostante la tregua firmata dieci anni fa tra il Governo nazionale e le Farc, anche dalla presenza di gruppi armati attivi in diverse regioni della Colombia. La campagna elettorale si è svolta in un clima segnato da tensioni e violenze. Tra gli episodi più gravi, l’uccisione del senatore Miguel Uribe, candidato del Centro democratico, assassinato durante un comizio lo scorso anno.
Frattanto, Donald Trump ribadisce il suo sostegno al candidato colombiano Abelardo De la Espriella in vista del ballottaggio del 21 giugno. È “un leader intelligente, forte e determinato, che ama profondamente il suo grande Paese e il suo popolo e si batte instancabilmente per loro, proprio come faccio io per gli Usa”, ha detto il presidente sul suo social Truth. “L’esito di queste elezioni è fondamentale per il futuro della Colombia e per i suoi rapporti con gli Stati Uniti: se Abelardo dovesse vincere, grazie alla sua competenza e al suo amore per la patria, potrà contare sul nostro pieno sostegno e sulla nostra forza”, ha aggiunto Trump ribadendo che De la Espriella ha il suo “totale e incondizionato appoggio”.
Intanto, un centinaio di guerriglieri del Coordinamento nazionale dell’Esercito bolivariano (Cneb) hanno deposto le armi nel dipartimento colombiano del Putumayo, nel sud del Paese, nell’ambito dei negoziati con il Governo del presidente Gustavo Petro. La consegna simbolica dei fucili da parte di 99 combattenti rappresenta uno dei risultati più significativi della politica di “pace totale” promossa dal capo dello Stato con i diversi gruppi armati, che finora aveva prodotto risultati modesti. La cerimonia si è svolta in una zona allestita nella giungla del comune di Valle del Guamuez, sotto la supervisione di organismi internazionali e della Chiesa cattolica. In uniforme mimetica, i guerriglieri hanno deposto simbolicamente i loro fucili in un grande contenitore con la scritta “Scommetto sulla vita, mantengo la parola per la pace”, nel quadro dell’accordo raggiunto con le autorità. Il disarmo rappresenta uno dei principali risultati finora ottenuti dal governo Petro nel quadro della sua strategia di “pace totale” con i gruppi armati attivi nel Paese.
di Redazione