lunedì 15 giugno 2026
Il petrolio crolla, l’Occidente sospira e anche in Iran si festeggia. Venerdì prossimo, salvo incidenti di percorso, Washington e Teheran firmeranno la tanto agognata intesa. Il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi, ha comunicato che da questa sera entrerà in vigore la cessazione immediata e definitiva della guerra e delle operazioni militari condotte su più fronti, compreso quello libanese. L’esponente del governo iraniano ha spiegato che il percorso diplomatico tra Iran e Stati Uniti proseguirà nei prossimi due mesi, con l’obiettivo di arrivare a un’intesa definitiva. Gharibabadi ha precisato che gli impegni assunti da Teheran nell’ambito del nuovo accordo con Washington diventeranno operativi a partire da venerdì. Il viceministro ha sottolineato che il successivo ciclo di colloqui, della durata prevista di 60 giorni, sarà incentrato soprattutto sulla questione delle sanzioni economiche. L’Iran, ha aggiunto, accetterà di procedere alla fase successiva del negoziato soltanto dopo lo sblocco dei propri asset finanziari congelati, la revoca delle misure restrittive imposte dagli Stati Uniti e la conclusione formale del conflitto.
Il vicepresidente Usa J.D. Vance ha manifestato l’intenzione di prendere parte alla cerimonia ufficiale per la firma del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran, senza escludere la presenza del presidente Donald Trump. “Credo che stiamo ancora definendo i dettagli logistici su chi parteciperà alla cerimonia della firma”, ha detto Vance a Fox News, in una breve intervista telefonica. “Io sicuramente ci sarò, ma è possibile che ci sia anche il presidente in persona”. Anche Trump è intervenuto sull’accordo attraverso un messaggio pubblicato sul suo social Truth. “Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell’intera regione. Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l’Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale”. Il presidente americano ha inoltre evidenziato l’importanza strategica della riapertura dello stretto di Hormuz. Con l’apertura dello stretto “il petrolio tornerà a fluire liberamente, a beneficio sia della regione che del resto del mondo!”.
Prima della firma ufficiale dell’accordo, prevista venerdì a Ginevra, delegazioni di Stati Uniti e Iran si incontreranno a Doha per una serie di colloqui preparatori. A riferirlo è un diplomatico citato dall’Afp. Secondo la stessa fonte, i mediatori del Qatar hanno lasciato Teheran dopo “17 ore di intensi negoziati”, avviati nella giornata di domenica e conclusi con il raggiungimento di un’intesa. Tra gli aspetti più rilevanti dell’accordo figura anche il futuro regime di transito nello stretto di Hormuz. L’agenzia iraniana Fars, citando una fonte coinvolta nei negoziati, riferisce che il passaggio delle navi “senza costi” sarà garantito soltanto per un periodo limitato di sessanta giorni. “Questo principio viene ripetuto altrove nel testo. L’Iran accetterà il passaggio delle navi senza costi solo per 60 giorni. Ciò significa che gli Stati Uniti hanno accettato il principio della riscossione delle tariffe, assicurandosi solo un’esenzione di 60 giorni da parte dell’Iran”, ha affermato la fonte, citata dalla Fars in forma anonima. L’obiettivo di Teheran è quello di ricavare risorse economiche attraverso servizi di sicurezza, assistenza alla navigazione, tutela ambientale e coperture assicurative, destinando poi tali proventi al sostegno dello sviluppo economico nazionale. Un risultato significativo anche l’Oman, Paese che condivide il controllo di Hormuz con l’Iran. Sempre secondo la stessa fonte, sono stati condotti “i negoziati necessari per assicurarsi il sostegno dell’Oman” all’intesa raggiunta tra le parti.
di Eugenio Vittorio