Libano: tornano i raid su Beirut

giovedì 28 maggio 2026


Dopo gli attacchi di Hezbollah nel nord di Israele, le Forze di difesa israeliane sono tornate a colpire Beirut. Una donna soldato dellIdf è rimasta uccisa e due riservisti sono rimasti feriti ieri in un attacco con un drone dei terroristi libanesi. Lo ha reso noto l’esercito, citato da Times of Israel. La vittima è stata identificata come il sergente Rotem Yanai, 20 anni. In base a una prima ricostruzione militare, due droni esplosivi sarebbero penetrati in un’area militare israeliana vicino al confine con il Libano. Uno dei velivoli avrebbe colpito mentre la giovane militare stava cercando di raggiungere un rifugio, uccidendola sul colpo. Il secondo drone ha invece ferito gravemente un riservista e in maniera meno seria un altro soldato.

Poche ore dopo, l’Idf ha annunciato di aver effettuato “un attacco mirato su Beirut”. I media libanesi riferiscono che il raid ha colpito la zona di Shuwayfat, nell’area meridionale della capitale, roccaforte tradizionalmente vicina a Hezbollah. Si tratta del primo attacco israeliano su Beirut nelle ultime tre settimane. Negli giorni scorsi erano emerse indiscrezioni sulle pressioni esercitate dall’amministrazione americana per evitare bombardamenti sulla capitale libanese. Secondo fonti citate dai media israeliani, a Washington “non vogliono vedere palazzi crollati a Beirut”. Tuttavia, un alto funzionario israeliano aveva chiarito che gli “attacchi mirati” non rientrerebbero nelle limitazioni richieste dal presidente Donald Trump. Si parla di un numero ancora imprecisato di vittime nella periferia sud della capitale. Missili israeliani avrebbero centrato un edificio residenziale dove vivevano diverse famiglie. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli ufficiali sul bilancio definitivo dell’attacco. “L’obiettivo dell’attacco israeliano a Beirut è un comandante delle unità missilistiche di Hezbollah”, ha riferito il sito israeliano Ynet. Nelle stesse ore, le sirene dallarme sono tornate a suonare in diverse località del nord di Israele, segnalando il rischio di nuovi lanci dal territorio libanese.

Precedentemente, almeno 11 persone sono morte e altre cinque sono rimaste ferite in un’ondata di bombardamenti israeliani tra Sidone, Zahrani e Tiro, secondo l’agenzia nazionale libanese Nna. Tra le vittime, riferiscono le autorità locali, ci sarebbero anche bambini. Il bilancio più grave è stato registrato lungo l’autostrada di Adlun, nell’area di Nabi Sari, nel distretto di Zahrani, dove un drone israeliano ha colpito all’alba una famiglia civile che stava cercando di lasciare i villaggi considerati a rischio. Sei le persone uccise, compresi alcuni minori. Nell’attacco sarebbe morto anche un soldato dell’esercito libanese. A Sidone, invece, un raid israeliano avrebbe colpito con due missili un appartamento situato in un edificio multipiano nella zona di Qiaa, nei pressi della sede di un’associazione di soccorso medico.

L’esercito israeliano ha diffuso una nota sulle operazioni condotte nelle ultime 24 ore. “Nel corso delle ultime 24 ore, l’Idf ha attaccato oltre 135 obiettivi di Hezbollah nelle aree di Tiro, della Valle della Beqaa e del Libano meridionale”, riferisce il comunicato. Secondo l’Idf, sarebbero stati colpiti circa dieci siti di lancio utilizzati da Hezbollah per attacchi missilistici contro soldati israeliani e aree civili nel nord del Paese. Le forze israeliane affermano inoltre di aver preso di mira un campo di addestramento del gruppo sciita a Brital, nella regione della Beqaa, oltre a circa quindici infrastrutture militari nella zona di Tiro utilizzate, secondo Israele, per preparare nuovi attacchi. L’aeronautica israeliana avrebbe infine eliminato una cellula terroristica mentre lasciava un sito di lancio di razzi riconducibile a Hezbollah.


di Eugenio Vittorio