Minorenni condannati per stupro in Uk: non andranno in carcere

martedì 26 maggio 2026


Anche Gisèle Pelicot è “scioccata”. La donna francese, ormai un simbolo internazionale nella battaglia contro le violenze domestiche e gli abusi sessuali, è intervenuta duramente sulla controversa decisione della giustizia britannica che ha evitato il carcere a tre minorenni riconosciuti colpevoli di violenze sessuali nei confronti di due coetanee. Secondo la vittima del caso degli stupri seriali maturati all’interno della sua stessa famiglia ,“le vittime così soffriranno per sempre in modo devastante e non potranno mai riprendersi”. Così ha detto Pelicot nel corso di un’intervista in diretta alla Bbc, aggiungendo di essere “profondamente scioccata” dalla sentenza pronunciata dalla Southampton crown court. Parole che stanno contribuendo ad alimentare ulteriormente la polemica esplosa nel Regno Unito attorno alla decisione del giudice. Esponenti politici, associazioni e opinione pubblica si sono rivoltati contro la sentenza. Fra le reazioni più dure figura quella del premier Keir Starmer, che si è detto “inorridito” per l’esito giudiziario. Il magistrato che ha emesso la sentenza ha invece difeso la propria scelta sostenendo di aver voluto garantire ai ragazzi una possibilità “di recupero”, affermando che l’ingresso in un carcere minorile a 13 o 14 anni avrebbe potuto lasciare “la vita segnata” agli imputati. Nel corso dell’intervista, Pelicot ha inoltre lodato “la forza e il coraggio” di una delle giovani vittime che ha deciso di parlare pubblicamente dopo gli abusi subiti. Intanto l’Attorney general britannico ha disposto una revisione della sentenza, aprendo un passaggio giudiziario destinato ad avere un forte impatto politico e mediatico.

La vicenda continua infatti a provocare un’ondata di indignazione nel Regno Unito. Oltre alle critiche del governo laburista, numerose deputate e ministre del Labour hanno definito “inaccettabile” un livello di clemenza considerato vicino all’impunità in un caso di stupro, indipendentemente dall’età degli imputati. Una delle vittime, la cui identità resta protetta dall’anonimato, ha definito il verdetto “una pietra in faccia”. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il novembre 2024 e il gennaio 2025 e sarebbero avvenuti a Fordingbridge, nella contea inglese dell’Hampshire. A denunciare le violenze furono due adolescenti di 15 e 14 anni: secondo l’accusa, nel primo episodio sarebbero state aggredite da due quattordicenni, mentre in un secondo caso avrebbe partecipato anche un terzo ragazzo, all’epoca tredicenne.


di Zaccaria Trevi