Sono tornati i raid nello stretto di Hormuz

martedì 5 maggio 2026


L’operazione Project freedom è iniziata. Per il Pete Hegseth la situazione sul campo è lineare: l’Iran non controllerebbe più lo stretto di Hormuz. Alle dichiarazioni del capo del Pentagono fa seguito la notizia che Israele starebbe preparando una potenziale nuova ondata di attacchi mirati contro l’Iran. Le Forze di difesa starebbero preparando un attacco con gli Usa che si concentrerebbe sulle infrastrutture energetiche e sull’uccisione mirata di alti funzionari. Lo scrive la Cnn. Teheran, di risposta, ha promesso agli Stati Uniti ritorsioni e attacchi. Infatti, i missili iraniani sono tornati a piovere nello stretto.

Secondo quanto riportato da Cbs news, due cacciatorpediniere americani, la Uss Truxtun e la Uss Mason, sono entrati nel Golfo riuscendo a evitare un bombardamento diretto. Le unità, supportate da elicotteri Apache e da altri velivoli, si sono trovate a fronteggiare una serie di minacce coordinate: missili, droni e piccole imbarcazioni lanciate in sequenza in quello che i funzionari statunitensi descrivono come un attacco prolungato. Nonostante l’intensità dell’offensiva, nessuna nave è stata colpita. Le difese – rafforzate dal supporto aereo – avrebbero intercettato o respinto ogni minaccia. Fonti militari citate da Cbs parlano di un attraversamento completato senza danni, con tutti i proiettili neutralizzati prima di raggiungere gli obiettivi. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha confermato il transito nell’ambito dell’operazione, senza però fornire dettagli sul numero esatto di unità coinvolte.

Poche ore prima, il gruppo danese Maersk aveva annunciato che una sua nave, la Alliance Fairfax, era riuscita ad attraversare lo stretto sotto scorta americana. L’imbarcazione, rimasta bloccata nel Golfo dallo scoppio del conflitto a febbraio, avrebbe ricevuto – secondo la compagnia – “l’opportunità” di partire protetta da mezzi militari Usa. “La nave ha quindi lasciato ieri il Golfo persico scortata da mezzi militari Usa”, ha dichiarato la compagnia. “Il transito si è concluso senza incidenti e tutti i membri dell’equipaggio sono sani e salvi”. Una versione che però viene messa in discussione da Tasnim news agency, che definisce il passaggio come “informazione non confermata”. Sebbene alcune fonti giornalistiche straniere, citando Maersk, abbiano riportato che la nave Alliance Fairfax abbia attraversato lo stretto di Hormuz la scorsa notte con l’aiuto dell’esercito statunitense, “non è stata rilasciata alcuna dichiarazione ufficiale da parte dell’armatore”, sostiene Tasnim. L’agenzia sottolinea inoltre che i dati del sistema Ais indicherebbero come ultima posizione della nave quella di 65 giorni fa, vicino al porto di Khalifa ad Abu Dhabi, e che i principali siti di monitoraggio marittimo non avrebbero ancora confermato il transito.

Il mantenimento dello status quo “è intollerabile per gli Stati Uniti, mentre noi non abbiamo ancora nemmeno iniziato”. A dirlo è il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che su X ha ribaltato a parole la versione Usa: “Il nuovo scenario dello stretto di Hormuz sta prendendo forma”. E aggiunge: “La sicurezza del transito marittimo e energetico è stata compromessa dagli Stati Uniti e dai loro alleati attraverso violazioni del cessate il fuoco e blocchi; ovviamente, la loro malvagità diminuirà”. Nel frattempo, da Washington viene confermata la tendenza a riprendere le ostilità. Ospite del programma “The Hugh Hewitt Show”, il presidente Usa ha evitato di chiarire se la tregua sia ancora valida. Alla domanda diretta sulla fine del cessate il fuoco, la risposta è stata evasiva: “Beh, non posso dirvelo”, aggiungendo che “se rispondessi a questa domanda, direste che quest’uomo non è abbastanza intelligente per essere presidente”, come riportato da Sky news.


di Eugenio Vittorio