Iran-Usa: una nuova proposta per riaprire Hormuz

lunedì 27 aprile 2026


Una nuova proposta per sbloccare la situazione a Hormuz. L’Iran ha presentato agli Stati Uniti una bozza di accordo che punta, in una prima fase, alla riapertura dello stretto di Hormuz e, solo successivamente, all’avvio di negoziati sul programma nucleare. A riferirlo è Axios, secondo cui il piano sarebbe stato trasmesso alla Casa Bianca attraverso mediatori pakistani. Secondo le fonti, la leadership iraniana sarebbe attraversata da divisioni interne sulla strategia da adottare riguardo alle concessioni sul nucleare. “La proposta iraniana aggirerebbe questo problema, puntando a un accordo più rapido”, osserva l’agenzia. Il piano presentato da Teheran mira dunque a separare i due dossier principali della crisi. La proposta “si concentra sulla risoluzione della crisi relativa allo Stretto e al blocco statunitense. Come parte di questo accordo – spiega Axios – il cessate il fuoco verrebbe esteso per un lungo periodo oppure le parti si accorderebbero su una fine definitiva della guerra. Secondo la proposta, i negoziati sul nucleare inizierebbero solo in una fase successiva, dopo l’apertura dello stretto e la revoca del blocco”.

Oggi, invece, Donald Trump ha convocato una riunione con i suoi principali consiglieri per la sicurezza nazionale e la politica estera per “discutere dello stallo nei negoziati e dei possibili prossimi passi”. I mercati energetici hanno reagito con cautela agli sviluppi diplomatici. Avvio in rialzo per il prezzo del gas: alla piazza di Amsterdam le quotazioni segnano un incremento dell’1,76 per cento, attestandosi a 45,65 euro al megawattora. Il ruolo di mediazione del Pakistan resta centrale nonostante il fallimento dell’ultimo tentativo di incontro diretto. Islamabad ha continuato a lavorare dietro le quinte anche dopo che Donald Trump ha annullato il viaggio dei propri emissari, invitando Teheran a farsi avanti solo quando sarà pronta a concludere un accordo. Durante il fine settimana, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe informato i mediatori pakistani, egiziani, turchi e qatariani dell’assenza di una posizione unitaria all’interno della leadership iraniana sulla risposta alle richieste statunitensi. Lo riferisce Axios citando una fonte informata sui colloqui.

Parallelamente si muove anche il canale diplomatico russo. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha evidenziato il peso dell’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il ministro degli Esteri iraniano. “È difficile sopravvalutare l’importanza di questo incontro nel contesto degli sviluppi in Iran e in Medio Oriente”, ha dichiarato il megafono di Vladimir Putin, citato dall’agenzia Interfax. Il colloquio si svolgerà presso la Biblioteca presidenziale di San Pietroburgo, dove Putin si trova per partecipare a una riunione del Consiglio dei Legislatori. All’arrivo nella città russa, Araghchi ha sottolineato il valore politico dell’incontro. “L’incontro con Putin sarà una buona opportunità per discutere gli sviluppi della guerra”, ha dichiarato, secondo quanto riportato da Al-Jazeera. La visita mira a “proseguire le strette consultazioni tra Teheran e Mosca su questioni regionali e internazionali”. Ha affermato che l’incontro con il presidente russo previsto per oggi “sarà una buona opportunità per fare il punto sulla situazione attuale. Sono fiducioso che queste consultazioni e il coordinamento tra i due Paesi in questo ambito saranno di particolare importanza”, ha aggiunto. Araghchi ha inoltre riconosciuto il ruolo svolto da Islamabad negli ultimi contatti diplomatici. Per quanto riguarda il Pakistan, questo Paese “ha svolto un ruolo importante nella mediazione dei negoziati tra Iran e Stati Uniti di recente, ed era necessario discutere degli ultimi sviluppi”, ha affermato. Il ministro ha infine ricordato che il precedente ciclo negoziale non ha raggiunto i risultati sperati, nonostante alcuni progressi. “Abbiamo esaminato quanto accaduto in passato e discusso come, e a quali condizioni, i negoziati potrebbero proseguire”.


di Zaccaria Trevi