La Nigeria che non conta

giovedì 23 aprile 2026


Oggi si conclude il viaggio apostolico di Papa Leone in Africa. Partito il 13 aprile il pontefice ha girato per 11 giorni il continente africano visitando Algeria, Camerun, Angola e ˗ appena conclusa la messa a Molabo ˗ lascerà la Guinea Equatoriale per tornare in Vaticano. In Nigeria però non ci ha messo piede.

Considerando l’intento di Leone XIV del suo primo viaggio ufficiale come pontefice che ovviamente verte sui temi della pace, del dialogo interreligioso e sull’importanza della crescita della Chiesa nei paesi africani ci si domanda il perché proprio nel luogo dove la sua voce avrebbe maggior bisogno di essere ascoltata si è deciso di non andare.

La Nigeria rappresenta circa il 70 per cento di tutti i cristiani uccisi nel mondo per motivi di fede. Secondo la classifica annuale di Open Doors (World Watch List 2026) in un solo anno sono stati uccisi 3.490 cristiani su un totale mondiale di circa 4.849. Gli Stati Uniti hanno identificato il paese come Country of Particular Concern per libertà religiosa. Si parla di genocidio, persecuzione sistematica, violenza anti-cristiana ma a parte Bill Maher, comico e conduttore statunitense, che nel suo show Real Time with Bill Maher ha sollevato una riflessione sull’ipocrisia degli attivisti globali pronti a salpare verso Gaza ma in totale silenzio di fronte a uno sterminio di tale portata, ecco a parte lui, neanche al Papa sembra interessare cosa stia accadendo in Nigeria.

Gli attacchi vengono attribuiti principalmente ai miliziani Fulani e al Boko Haram, un’organizzazione terroristica jihadista diffusa soprattutto nel nord. Le vittime sono contadini, pastori, fedeli che vengono colpiti mentre celebrano le loro funzioni. Le chiese vengono date alle fiamme, distrutte. Nel gennaio di quest’anno sono stati rapiti oltre 150 cristiani da alcune chiese nello stato di Kaduna e rilasciati dopo aver pagato ingenti riscatti. Sempre nello stesso mese si contano oltre 50 morti in vari attacchi nel nord della Nigeria. Durante la Settimana Santa e la Domenica delle Palme nel mese di marzo c’è stato il massacro di Rukuba dove una cinquantina di fedeli sono stati uccisi in strada dopo la messa. Altri 17 cristiani sono stati uccisi in comunità rurali a Benue, altri 15 morti nella chiesa di Sant’Agostino sempre a Kaduna e la lista non si conclude. Secondo l’International Christian Concern, dal 29 marzo al 13 aprile si contano oltre 200 morti per mano di questi gruppi jihadisti che mirano a imporre la sharia e odiano l’educazione occidentale e il cristianesimo.

Ma Papa Leone conclude la sua messa e se ne torna tra le mura in quel di San Pietro. La nuova Flotilla sta issando le vele per salpare verso la striscia di Gaza dalla nostra Sicilia. In Iran continuano ad impiccare giovani ragazzi e ragazze solo perché vogliono essere liberi, finalmente liberi da quelle convinzioni religiose che impongono loro come pensare, comportarsi e vivere. Eliminando il libero arbitrio, disprezzando la vita, inneggiando alla morte, riducendo la donna a meno di un animale, utilizzando la povertà come mezzo di potere e propaganda, escludendo il perdono.

E in Nigeria si continua ad uccidere.


di Maria Celeste Meschini