Iran-Usa: braccio di ferro sullo stretto di Hormuz

sabato 18 aprile 2026


Prima il passaggio di alcune petroliere, poi l’ennesima chiusura. Stamattina, l’Iran ha confermato di aver chiuso nuovamente il transito nello stretto di Hormuz. Il comando militare di Teheran ha infranto le speranze di governi e mercati, riportando la situazione allo stadio precedente. A chiarire la posizione iraniana è stato il portavoce del comando di Khatamolanbia, Ebrahim Zolfaghari. Il funzionario ha spiegato che il controllo sullo stretto torna ad essere esercitato con modalità rigide dalle forze armate della Repubblica islamica. “La decisione dell’Iran è dovuta alla mancanza di impegno da parte degli Stati Uniti e al loro cosiddetto blocco, che è pirateria e rapina”, ha dichiarato. “Abbiamo acconsentito in buona fede al passaggio di alcune navi mercantili e petroliere attraverso lo Stretto, ma ora l’Iran continuerà a controllare la via navigabile finché gli Stati Uniti non porranno fine al blocco e le navi non potranno circolare liberamente da e verso l’Iran”, ha affermato, secondo quanto riportato dall’agenzia Fars. I dati di MarineTraffic, infatti, hanno mostrato diverse imbarcazioni in movimento. Tra queste, come fa notare la Bbc, si potevano notare navi progettate per il trasporto di petrolio, gas di petrolio liquefatto e prodotti chimici.

Nella notte erano arrivate minacce di una chiusura imminente. “Con il proseguimento del blocco, lo stretto di Hormuz non rimarrà aperto”, ha scritto Mohammad Bagher Ghalibaf su X, precisando che il passaggio attraverso il canale sarebbe dipeso dall’autorizzazione delle autorità iraniane. Sul fronte opposto, la posizione di Washington resta ferma. Donald Trump ha ribadito la linea dell’amministrazione statunitense parlando con i giornalisti a bordo dell’Air force one. “Potrei non estenderlo, ma il blocco continuerà”, ha affermato il presidente degli Stati Uniti. Quanto alla possibilità di un’intesa con Teheran, il commander-in-chief ha mostrato cautela: “Lo otterremo intervenendo con l’Iran", ha detto il tycoon a un evento di Turning Point Usa a Phoenix. “Lo riporteremo a casa negli Stati Uniti molto presto”. “L’Iran non avrà mai l'arma nucleare”, ha aggiunto il presidente. Hormuz, quindi, resta chiuso. Ma lo stesso non si può dire dello spazio aereo iraniano. L’agenzia per l’aviazione civile di Teheran ha confermato di aver riaperto parzialmente lo spazio aereo del Paese. Secondo quanto riferito dall’Irna, la decisione è stata presa nell’ambito di un comitato di coordinamento che ha valutato le condizioni operative degli scali. “Lo spazio aereo nell’Iran orientale è stato riaperto ai voli internazionali. Gli altri aeroporti saranno riaperti gradualmente, in base alla prontezza tecnica e operativa dei settori militari e non militari”.


di Eugenio Vittorio