lunedì 13 aprile 2026
L’idea che la chiusura ermetica dello Stretto di Hormuz (già minacciata nel 2018) possa far male solo ai mullah è una fallacia logica: il mercato del petrolio prima ancora di quello del gas (quest’ultimo, spesso basato su accordi bilaterali) è globale e il suo prezzo ovunque sia venduto nel mondo non è svincolato dalla legge della domanda e dell’offerta e, quindi, dal volume della produzione globale.
Se i paesi Opec tagliano l’estrazione di greggio dai loro pozzi, il prezzo del barile sale, se l’aumentano scende. Lo sappiamo tutti. Spesso le petroliere prendono il mare senza sapere ancora dove andranno a scaricare, dirigendosi verso il miglior compratore, secondo la convenienza del momento. E poi, ulteriore fattore di complicazione, c’è il passaggio cruciale della raffinazione. Ad esempio, il petrolio venezuelano viene portato in Sicilia dove viene raffinato e torna negli Usa. Siamo tutti interdipendenti.
Se c’è una strozzatura dal lato dell’offerta, ossia meno petrolio sul mercato globale, anche i produttori Usa venderanno al prezzo aumentato per effetto della minore disponibilità di prodotto, indifferentemente se a comprare sia un distributore nazionale o un compratore estero. Si è visto sui cartelli dei distributori Californiani arrivati a toccare i 7-8 dollari al gallone. Parte della domanda non sarà soddisfatta e quindi ci saranno da fare scelte prioritarie, tagli e austerità. Il rincaro su tutti i prodotti e servizi collegati al costo del trasporto, farà il resto tra i consumatori finali.
A oggi non ce ne siamo ancora accorti perché i governi hanno messo mano alle scorte di petrolio, ma già si annunciano tagli dei consumi, razionamenti e austerità. Ha cominciato la Slovenia. Si innescherà un circolo perverso di inflazione, recessione e crisi aziendali. Crollo degli indici economici. Crisi politiche. I primi a pagarne le conseguenze saranno i comuni cittadini nel carrello della spesa. E poi, ricordate le biciclette domenicali? Scommetto che qualche talebano del Green Deal sarà pure contento.
di Raffaello Savarese