Trump mette in ginocchio Teheran (Podcast)

giovedì 9 aprile 2026


Generazioni Liberali 

Nella quindicesima puntata di Generazioni Liberali, il direttore Andrea Mancia e Lorenzo Cianti discutono sulla fragile tregua tra Stati Uniti, Israele e Iran, maturata dopo l’ultimatum con cui Donald Trump ha imposto a Teheran la riapertura dello Stretto di Hormuz come requisito preliminare per la cessazione degli attacchi.

La discussione si è poi spostata sull’ipocrisia di molti giornali occidentali, che continuano a indulgere in narrazioni emotiviste del conflitto senza cogliere la strategia trumpiana. La logica del presidente richiama la famosa Madman theory, che presenta almeno due precedenti storici di rilievo: Richard Nixon nel 1969, quando tentò di ottenere un’uscita americana dal Vietnam minacciando Brežnev con lo spettro del red button atomico; e Moshe Dayan, ministro della Difesa nei governi di Golda Meir, che fece ricorso a una simile postura di deterrenza durante la guerra dei Sei giorni del 1967 e nella guerra dello Yom Kippur del 1973, per neutralizzare le minacce provenienti dagli Stati arabi confinanti.

Quali saranno le prospettive future del conflitto? È questa la domanda che ha accompagnato la seconda parte del podcast. Trump si trova stretto fra due fuochi: da un lato, l’asse Hegseth-Rubio dell’amministrazione, orientato verso un regime change; dall’altro, l’area riconducibile al vicepresidente JD Vance e a Jared Kushner, più incline a una ripresa delle trattative negoziali. In questo quadro, il presidente americano farebbe bene a decapitare una volta per tutte il regime iraniano, prima che possa tornare a minacciare il mondo libero.

 


di Lorenzo Cianti