Guerra in Iran: stasera Trump parla alla Nazione

mercoledì 1 aprile 2026


Anche il petrolio “vede” la pace in Medio Oriente. Il greggio è sceso stamattina sotto la soglia dei 100 dollari al barile, con la possibilità di una fine del conflitto in Medio Oriente e la riapertura dello stretto di Hormuz. In netto calo anche il prezzo del gas. E Donald Trump ha annunciato su Truth che l’Iran ha chiesto agli Usa “un cessate il fuoco”. Il tycoon ha aggiunto che cui penserà “quando lo stretto sarà aperto e libero”. Nel frattempo gli attacchi continuano. “Trump terrà un discorso alla Nazione per fornire un importante aggiornamento sull’Iran” alle 21 americane, quindi alle 3 di notte di giovedì per l’Italia. È molto probabile che si tratti di questo cessate il fuoco preannunciato.

Nel frattempo, da Washington arrivano segnali che potrebbero ridefinire gli equilibri dell’alleanza occidentale. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha infatti messo in discussione come raramente accaduto in passato il rapporto tra gli Stati Uniti e la Nato, lasciando intendere che, una volta conclusa la guerra con l’Iran, l’amministrazione americana potrebbe riconsiderare il ruolo dellAlleanza. “Credo che purtroppo non ci siano dubbi sul fatto che, una volta terminato questo conflitto, dovremo riesaminare questa relazione. Dovremo riesaminare l’interesse che presenta la Nato per il nostro Paese nel quadro di questa alleanza”, ha dichiarato Rubio ai microfoni di Fox news, sottolineando che la decisione finale spetterà al presidente Donald Trump. Lo stesso Trump ha alimentato ulteriormente il dibattito in un’intervista concessa al Telegraph, nella quale ha ammesso di valutare seriamente l’ipotesi di un ritiro degli Stati Uniti dall’Alleanza atlantica. Nel colloquio con il quotidiano britannico, il presidente ha definito la Nato “una tigre di carta”. “Non sono mai stato convinto dalla Nato. Ho sempre saputo che erano una tigre di carta, e anche Vladimir Putin lo sa, tra l’altro”, ha sostenuto Trump rispondendo a una domanda sull’eventualità di riconsiderare l’adesione americana.

Il capo della Casa Bianca ha inoltre criticato l’atteggiamento di diversi alleati europei rispetto all’ipotesi di un intervento per garantire la riapertura dello stretto di Hormuz, rimasto di fatto paralizzato nell’ultimo mese nonostante il suo ruolo cruciale per il transito del petrolio proveniente dal Golfo Persico. “Oltre a non esserci stati, è stato davvero difficile da credere. E non è che abbia fatto una grande campagna di persuasione. Ho solo detto: Ehi, non ho insistito troppo. Penso solo che dovrebbe essere automatico”, ha commentato Trump, ricordando che gli Stati Uniti sono “stati automaticamente presenti” in crisi come quella ucraina. “L’Ucraina non era un nostro problema. Era un test, e noi ci siamo stati per loro, e ci saremmo sempre stati. Ma loro non ci sono stati per noi”, ha aggiunto il presidente, riferendosi ai partner occidentali. Le critiche del tycoon hanno colpito in particolare il Regno Unito. Nel colloquio con il Telegraph, Trump ha attaccato il premier britannico Keir Starmer per aver escluso una partecipazione diretta di Londra alla guerra israelo-statunitense contro l’Iran, arrivando a mettere in discussione le capacità operative della Royal Navy. “Non avete nemmeno una Marina. Siete troppo vecchi e con portaerei che neanche funzionavano”, ha affermato il presidente americano.


di Eugenio Vittorio