martedì 17 marzo 2026
Un nuovo gruppo terroristico sciita rivendica gli attacchi contro le sinagoghe in tutta Europa – Esclusiva
Un nuovo gruppo che si fa chiamare Ashab Al Yamin ha rivendicato la scorsa settimana la responsabilità di tre attacchi contro istituzioni ebraiche in Europa. Il primo attentato dinamitardo ha avuto come bersaglio, nella notte tra domenica 8 e lunedì 9, una sinagoga di Liegi, in Belgio. A questo hanno fatto seguito l’11 marzo un attacco, in Grecia, e un incendio doloso a una sinagoga di Rotterdam nei Paesi Bassi, nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13. A quanto pare, il gruppo non esisteva prima della scorsa settimana, e, cosa insolita, non dispone di un canale Telegram o su altri social media. Solitamente, gruppi di questo tipo creano i propri canali immediatamente. Tuttavia, i video dei tre attacchi sono apparsi rapidamente sui canali Telegram dell’asse sciita, come quelli associati a Hezbollah o al Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc). Ciò potrebbe indicare un collegamento tra Ashab Al Yamin e organizzazioni affiliate all’Iran. Il nome Ashab Al Yamin è traducibile come “compagni della destra” o “gente della destra”. In questo contesto, tuttavia, “destra” non ha un significato politico, ma ha una connotazione di “retto” o “giusto”. Ohad Merlin, ricercatore presso il programma regionale di Mind Israel, ha spiegato al Jerusalem Post che il Corano spesso usa i termini “destra” e “sinistra” come metafore. Il nome arabo specifico “gente della destra” appare anche nel Corano, nella Sura Al Waqi’ah 56:28. Il logo del gruppo raffigura un braccio teso verso l’alto che impugna un fucile puntato verso destra. Sullo sfondo compare l’immagine del globo terrestre.
Questo logo presenta tutte le caratteristiche tipiche dei loghi dei gruppi terroristici iraniani o dei gruppi di resistenza islamica sostenuti dall’Iran. Kataib Hezbollah in Iraq, Hezbollah in Libano e L’irgc in Iran utilizzano tutti la stessa immagine di una mano che impugna un fucile puntato verso destra, sovrapposta a un mappamondo. Una notevole differenza con il logo di Ashab Al Yamin è la presenza di uno specifico modello di fucile: un Dragunov. L’Svd, o Dragunov, è un fucile semiautomatico sovietico molto apprezzato da alcuni gruppi in Medio Oriente, ma decisamente meno diffuso in Europa. Gli altri gruppi dell’Asse menzionati utilizzano versioni stilizzate dei fucili Ak. Come già accennato, un altro parallelismo risiede nel fatto che sia le dichiarazioni che i video realizzati da Ashab Al Yamin sembrano essere emersi inizialmente su reti online associate all’asse sciita dei gruppi armati. In seguito all’attentato di Liegi, il gruppo ha pubblicato una rivendicazione: “Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso, andate avanti, leggeri o pesanti, e lottate sulla via di Dio con i vostri beni e le vostre vite. Dio Onnipotente ha detto la verità”. “O mujahidin dell’Islam, o cavalieri delle ombre, difendete la vostra religione. Levatevi, con il permesso di Dio, al jihad sulla Sua via. Andate là dove le tenebre si rifugiano e fate sì che la luce della verità si riveli attraverso la vostra forza, e diffondete giustizia e luce in ogni angolo del mondo. (Badr 1, Badr 2, Fath 6, Khaybar 14) Abbiate fiducia in Dio”. È comune che i gruppi della cosiddetta resistenza islamica includano nei loro comunicati versetti o citazioni del Corano, insieme ad espressioni di grande lode ad Allah. Il passaggio in questione invoca il jihad, in linea con la retorica utilizzata da altri gruppi simili.
La rivendicazione presenta diversi aspetti insoliti
“La rivendicazione inizia con le consuete lodi a Dio, che sembrano legittime o autentiche, ma il contenuto è strano. Invoca il jihad, eppure manca una data finale”, ha dichiarato al Jerusalem Post Joe Truzman, analista senior della Foundation for Defense of Democracies (Fdd) specializzato in gruppi armati palestinesi e organizzazioni filoiraniane. “In genere, le organizzazioni armate sciite, o anche i gruppi di facciata, cercano quantomeno di apparire credibili. Nelle loro rivendicazioni c’è sempre una data alla fine e delle brevi dichiarazioni conclusive. Nella rivendicazione in questione, invece, non si vede nulla di tutto ciò”. Se si fosse trattato soltanto di un comunicato, ha affermato Truzman, probabilmente il post su Liegi sarebbe passato inosservato. La presenza del video ha però cambiato le cose”. “O si tratta di una rivendicazione legittima e autentica, con un video autentico, oppure è opera di un gruppo criminale o antisemita che cerca di depistare. È molto difficile dirlo con certezza”. Tuttavia, è opportuno rilevare che l’Iran ha una consolidata prassi che prevede l’uso di gruppi proxy per compiere atti terroristici contro obiettivi all’estero. Un esempio significativo è l’attentato alla sede dell’Amia, l’Asociacion Mutual Israelita Argentina, un centro comunitario ebraico a Buenos Aires, in Argentina, avvenuto il 18 luglio 1994, in cui persero la vita 85 persone e oltre 300 rimasero ferite. Nel 2024, un tribunale argentino ha stabilito che l’attacco era stato orchestrato dall’Iran e realizzato da Hezbollah. Spesso, i gruppi affiliati all’Iran emergono dal nulla per compiere un attacco terroristico e poi svaniscono subito dopo.
“L’Iran opera su vasta scala, non solo in Medio Oriente, ma anche in Europa e, ovviamente, in America Latina, quindi la Repubblica islamica, e in particolare le Guardie della Rivoluzione islamica, hanno le capacità per fare qualcosa del genere”, ha spiegato Truzman. Le organizzazioni filoiraniane e la loro rete di clienti nella regione si avvalgono di gruppi di copertura e organizzazioni fittizie per cercare di coprire o nascondere chi si cela realmente dietro un attacco. Un altro aspetto strano è il video. Pur presentando le caratteristiche tipiche dei video terroristici, come ad esempio una musica minacciosa e l’assenza di voce narrante, il contenuto è meno violento del solito. I video di Hezbollah e Hamas in genere contengono immagini più minacciose, ma nel caso di Liegi, in Grecia, e Rotterdam, nessuno è rimasto ferito e gli attacchi sono avvenuti di notte contro degli edifici. Truzman ha osservato che, indipendentemente dall’autenticità del comunicato o del video, il messaggio può comunque funzionare come propaganda perché “può generare paura nella mente della comunità ebraica”. Questo è particolarmente vero alla luce del conflitto in corso con l’Iran e delle minacce di quest’ultimo di compiere atti terroristici all’estero. “Non si è trattato di attacchi di vasta portata, ma al tempo stesso la cosa potrebbe essere interpretata come un avvertimento”, ha concluso Truzman.
Seth J. Frantzman ha collaborato a questo articolo.
(**) Tratto da The Jerusalem Post
(***) Traduzione a cura di Angelita La Spada
di Mathilda Heller (*)