giovedì 19 febbraio 2026
È un’ipotesi sul tavolo della commissione istituita dal governo di Friedrich Merz, che nei prossimi giorni inizierà i lavori per riformare il sistema previdenziale. Tra le soluzioni c’è anche l’aumento dell’età pensionabile a 70 anni. Il confronto, secondo la Bild, si concentrerà sull’entità delle riduzioni delle pensioni per il pensionamento anticipato e sugli incentivi per chi lavora più a lungo. Sarebbero, infatti, allo studio una serie di incentivi “molto generosi” per chi va in pensione più tardi. Un primo rapporto con una serie di indicazioni potrebbe essere già pronto in primavera. La pensione a 70 anni non sarebbe neanche una prima volta, ricorda il sito HNA. Il precedente è stato creato alla fine del XIX secolo quando il cancelliere Otto von Bismarck introdusse l’assicurazione pensionistica obbligatoria. A quell’epoca l’età pensionabile era di 70 anni. Oggi, alcuni economisti invocano il ritorno a quel modello poiché lo ritengono necessario a causa dei cambiamenti demografici. Secondo l’assicurazione pensionistica tedesca, l’età media di pensionamento per le pensioni di vecchiaia per donne e uomini è stata di 64,7 anni nel 2024. Per le classi 1964 e quelle successive l’età pensionabile è di 67 anni. A questa pensione si ha diritto, con decurtazioni, già al compimento del 63esimo anno di età, a patto che sia stato maturato il periodo contributivo minimo di 35 anni.
La Spd sostiene nel suo programma elettorale il mantenimento dell’età pensionabile a 67 anni e la garanzia permanente di un livello pensionistico di almeno il 48 per cento. L’Unione cristiano-democratica sottolinea la necessità di riforme per garantire il finanziamento delle pensioni a lungo termine, mantenendo al contempo l’attuale età pensionabile. Il sistema pensionistico si basa su 3 pilastri: la previdenza privata, la previdenza obbligatoria e la previdenza professionale. Il peso dei quali, secondo il cancelliere Merz, è destinato a cambiare. Attualmente in Germania ci sono 21 milioni di pensionati, numero destinato ad aumentare nei prossimi anni. La coalizione rosso-nera che compone il governo federale concorda sulla necessità di intervenire sul sistema, ma si scontra sulle forti divergenze tra Cdm e Spd in merito a modi e tempi della riforma.
Ecco perché si è deciso di affidare a un soggetto terzo, la commissione, il compito di presentare proposte entro l’estate, per poi avviare il processo legislativo. Oltre ad auspicare che la pensione obbligatoria rimanga una rete di sicurezza di base, Friedrich Merz ritiene che le pensioni aziendali e i risparmi pensionistici privati debbano acquisire un’importanza significativamente maggiore. Un riequilibrio, in sostanza, dei 3 pilastri, come cambiamento di paradigma nel sistema previdenziale tedesco, che il capo del governo vuole avviare entro la fine del 2026. Le pensioni aziendali integrano già la pensione obbligatoria per i dipendenti. Viene versata una percentuale fissa e concordata dello stipendio lordo. Ciò si traduce in una riduzione dei contributi previdenziali e dell’imposta sul reddito. Anche i datori di lavoro contribuiscono con un importo aggiuntivo. Secondo il governo, circa il 52 per cento dei dipendenti soggetti a contributi previdenziali in Germania ha una pensione aziendale.
Tuttavia, ritiene che questa forma di previdenza sia ancora poco diffusa nelle piccole e medie imprese e tra i dipendenti a basso reddito, e ritiene che i piani pensionistici aziendali debbano essere resi più attraenti. Attualmente, i risparmi pensionistici privati sono sovvenzionati dallo Stato, ad esempio attraverso il sistema Riester, considerato poco attraente per molti a causa degli elevati costi amministrativi e, combinati con tassi di interesse costantemente bassi, che non generano praticamente alcun rendimento. Il governo tedesco vuole riformare questo sistema. Come? Con un conto di risparmio previdenziale, sovvenzionato con contributi statali. I risparmiatori, ad esempio, dovrebbero poter investire in prodotti che investono il denaro nel mercato azionario e ricevere un sussidio statale. Ciò rende possibili rendimenti più elevati, ma comporta anche maggiori rischi, poiché non esiste una garanzia di importo disponibile al momento del pensionamento, si osserva sul sito Tagesschau.
La sinistra accusa il cancelliere di voler privatizzare le pensioni. “Non è un caso che Merz abbia annunciato i suoi piani pensionistici al ricevimento annuale della Borsa tedesca. Il lobbista di BlackRock vuole consegnare il denaro degli assicurati a banche e hedge fund in modo che possano scommettere sui mercati azionari”, ha affermato di recente la leader della sinistra, Ines Schwerdtner. Andreas Audretsch dei Verdi ha detto a RTL-NTV che Merz vuole indebolire il sistema pensionistico obbligatorio. “Se il livello delle pensioni scende, significa povertà tra gli anziani in Germania: questa non può essere la soluzione”. I metalmeccanici di IG Metall ritengono che il cancelliere, invece di una riforma basata sulla solidarietà, si concentra sulla svalutazione e lo smantellamento della pensione obbligatoria a favore del risparmio previdenziale privato, rafforzando così le lobby finanziarie e sollevando i datori di lavoro dalla loro responsabilità in materia di previdenza complementare.
di Pierpaolo Arzilla