Colloqui a Ginevra: un nulla di fatto?

mercoledì 18 febbraio 2026


Manca un accordo sui nodi centrali del conflitto. E sul Donbas, soprattutto. I colloqui a Ginevra tra Stati Uniti, Russia e Ucraina sono stati difficili ma produttivi, sentendo tirare le somme i rappresentanti dei tre Paesi. Ma manca ancora l’intesa. Al termine dei colloqui, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riconosciuto l’assenza di un accordo sui punti cardineterritori e disarmo in primis – che da quattro anni segnano la guerra e il confronto diplomatico tra le parti. “Vediamo che è stato fatto un po’ di lavoro preliminare, ma per ora le posizioni divergono, perché i negoziati non sono stati facili”, ha dichiarato Zelensky in un messaggio ai giornalisti. Il capo dello Stato ha indicato come ancora irrisolti i “temi sensibili” relativi al destino dei territori occupati nell’Ucraina orientale e al futuro status della centrale nucleare di Zaporizhzhia, sotto controllo russo dall’inizio dell’offensiva. Il capo della delegazione ucraina, Rustem Umerov, ha definito le trattative “sostanziali e che sono state chiarite diverse questioni”, sottolineando che, nonostante le divergenze, vi sarebbero stati progressi e ribadendo che l’obiettivo di Kiev resta una pacegiusta e sostenibile”.

Dal lato russo, il capo delegazione Vladimir Medinsky (in foto) ha parlato di colloquidifficili, ma professionali”, annunciando la possibilità di una nuova tornata a breve. Secondo quanto riferito dall’agenzia Ria Novosti, Medinsky ha spiegato che i negoziati “sono stati molto lunghi ieri, in vari formati, mentre oggi abbiamo avuto due ore di colloqui”. I media statali russi avevano riportato che la giornata precedente si era protratta per circa sei ore, alternando sessioni trilaterali a incontri bilaterali tra la delegazione americana e quelle russa e ucraina. Parallelamente, il presidente Zelensky ha accusato Mosca di voler rallentare il processo negoziale. “Ieri – ha scritto su Telegram – ci sono stati degli incontri davvero difficili e possiamo affermare che la Russia sta cercando di trascinare i negoziati, che potrebbero già essere giunti alla fase finale”. Il leader ucraino ha riferito di aver “assegnato un compito chiaro alla delegazione ucraina: fare tutto il possibile per garantire che i negoziati siano ancora efficaci e aumentare le possibilità di soluzioni pacifiche”. Zelensky ha inoltre ribadito di lavorare con il proprio team “per avvicinare una vera pace. La priorità sono le garanzie di sicurezza per l’Ucraina”, ha affermato, come riportato da Sky News, aggiungendo che “I rappresentanti ucraini hanno direttive chiare su ogni aspetto dei negoziati”.

A margine dei colloqui trilaterali, Umerov ha tenuto un incontro separato con i rappresentanti statunitensi e con i partner europeiFrancia, Gran Bretagna, Germania, Italia e Svizzera – come riferito dall’agenzia Ukrinform. “Ho completato un incontro separato con i rappresentanti degli Stati Uniti e dei partner europei”, ha scritto su Facebook. Le parti, ha spiegato, hanno esaminato gli esiti del ciclo negoziale e concordato gli approcci per i prossimi passi. “È importante mantenere una visione comune e il coordinamento delle azioni tra Ucraina, Stati Uniti ed Europa. C’è consapevolezza della responsabilità condivisa per il risultato. Continuiamo a lavorare”, ha sottolineato.

Dal fronte russo, toni duri sono arrivati dalla portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zacharova, che ha respinto l’ipotesi di una pausa nei combattimenti. Questa sarebbe funzionale solamente al riarmo ucraino. “Pensano davvero che la Russia metterà tutto in pausa e starà a guardare il regime di Kiev che si arma?” ha dichiarato durante un briefing, citata da Ria Novosti. “Beh – si è risposta – dovranno trovare degli idioti da qualche parte all’interno dei propri confini per attuare tali decisioni”. Riferendosi in particolare ai Paesi europei, Zacharova ha aggiunto che “ora dicono che forniranno armi al regime di Kiev, nonostante il corso dei negoziati di pace”, e che “questo dimostra che nella loro mente c’è solo una cosa”. La guerra, ha lasciato intendere la portavoce.


di Zaccaria Trevi