martedì 17 febbraio 2026
Si è chiuso a Ginevra il secondo round di negoziati indiretti sul nucleare tra Iran e Stati Uniti, avviato in mattinata e mediato dall’Oman. A riferirlo è il corrispondente della tivù di Stato iraniana, citato dall’agenzia Mehr, secondo cui le delegazioni hanno lasciato la sede dei colloqui al termine della sessione odierna. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha definito “costruttivi” i nuovi colloqui con Washington, pur precisando che non è stata ancora fissata una data per il prossimo incontro. Il capo della diplomazia iraniana ha spiegato che le parti hanno raggiunto un’intesa sui “principi guida” che dovranno orientare un eventuale accordo.
Nel corso delle discussioni, Teheran ha trasmesso agli Stati Uniti “dettagli tecnici” sia sul dossier nucleare sia sul regime sanzionatorio. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, citato dall’emittente Iran International. “Abbiamo presentato dettagli tecnici nel campo del nucleare e delle sanzioni. Uno dei motivi per la presenza del signor Rafael Grossi”, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), “è che è utile in questo processo”, ha affermato Baghaei, sottolineando che i colloqui non sono in alcun modo collegati agli sviluppi riguardanti Ucraina e Russia. Secondo il funzionario, le discussioni avrebbero dovuto proseguire ancora per una o due ore oltre la dichiarazione.
Alla vigilia del vertice, il commander-in-chief statunitense aveva lanciato un monito a Teheran: “se non farà l’accordo ci saranno conseguenze”. “Sarò coinvolto in quei colloqui, indirettamente”, ha dichiarato ai giornalisti a bordo dell’Air Force One. “Vogliono raggiungere un accordo. Non credo che vogliano le conseguenze di un mancato accordo”, ha aggiunto Trump, lasciando intendere che la pressione militare indiretta resterà elevata. Dura la replica della Guida suprema iraniana Ali Khamenei, intervenuta mentre a Ginevra era in corso il secondo round. “Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump continua a ripetere che l’esercito del suo Paese è il più forte al mondo, ma dovrebbe sapere che tale esercito più forte al mondo potrebbe subire un colpo tale da non potersi più muovere”, ha affermato Khamenei.
“Trump dice che hanno inviato navi da guerra verso l’Iran. Naturalmente le navi da guerra sono pericolose, ma più pericolose di loro sono le armi (dell’Iran) che possono affondare queste navi da guerra”, ha aggiunto, citato dalla tivù di Stato, proseguendo: “Ha detto che gli Stati Uniti non sono stati in grado di rovesciare la Repubblica islamica da 47 anni. Questa è una buona confessione e io gli dico che non sarà in grado di farlo nemmeno (in futuro). Si dice di negoziare sull’energia nucleare iraniana e di raggiungere un accordo, ma il risultato del negoziato deve essere che l’Iran non avrà questa energia”: lo detto il leader iraniano Ali Khamenei rivolgendosi al presidente degli Stati Uniti, sottolineando che “determinare in anticipo l’esito dei negoziati è una cosa sbagliata e sciocca. Il presidente degli Stati Uniti a volte parla e a volte minaccia l’Iran, il che significa che cerca di dominarlo. Tuttavia, l’Iran non giurerà fedeltà a leader come le persone corrotte che sono al potere oggi negli Stati Uniti”, ha avvertito la Guida suprema.
di Zaccaria Trevi