A Ginevra iniziano i colloqui tra Russia, Ucraina e Usa

martedì 17 febbraio 2026


L’Ucraina deve “sedersi al tavolo dei negoziati al più presto”. Con queste parole Donald Trump ha risposto ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, intervenendo sul dossier ucraino alla vigilia dei colloqui odierni di Ginevra. Un messaggio diretto, pronunciato mentre la diplomazia americana si muove su un doppio binario: da un lato il confronto sul nucleare iraniano, dall’altro il tentativo di riaprire un canale stabile tra Mosca e Kiev. Secondo quanto riferito su X dal corrispondente di Axios Barak Ravid, gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner sono in viaggio verso la Svizzera per partecipare sia ai colloqui con Teheran sia ai negoziati di pace tra Russia e Ucraina. In parallelo, l’agenzia Tass ha confermato l’arrivo della delegazione russa nella città elvetica.

Il vertice si apre in un clima di forte tensione militare. Nella notte precedente all’avvio dei colloqui, Mosca ha lanciato contro l’Ucraina 29 missili e 396 droni. Attacchi che, secondo il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha, dimostrano come la Russia “ignora gli sforzi di pace”. Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha precisato che i negoziati trilaterali con Ucraina e Stati Uniti inizieranno entro circa due ore e proseguiranno anche domani, senza comunicazioni ufficiali sui risultati nella giornata odierna. “Non penso che dovremmo aspettarci notizie oggi perché, come sapete, è previsto che i lavori continuino domani”, ha sottolineato il megafono di Vladimir Putin.

La delegazione russa è guidata dal consigliere presidenziale Vladimir Medinsky, già capo negoziatore nelle tre tornate bilaterali di Istanbul dello scorso anno. Al suo fianco il capo dell’intelligence militare Igor Kostyukov, protagonista dei round trilaterali di Abu Dhabi tra gennaio e febbraio. Il consigliere per gli investimenti esteri Kirill Dmitriev coordinerà invece un gruppo separato sulle questioni economiche. Sul fronte ucraino, la composizione della delegazione ricalca quella dei precedenti incontri negli Emirati. A guidarla è Rustem Umerov, segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale. Presenti anche Kyrylo Budanov, Andriy Hnatov, David Arakhamia, già capo negoziatore a Istanbul nel marzo 2022, Serhiy Kyslytsya e Vadym Skibitskyi. Per Washington è confermata la presenza degli inviati speciali Witkoff e Kushner.

Nel frattempo, da Mosca arriva un’altra notizia destinata a incidere sul quadro politico interno. La pubblica accusa ha chiesto 15 ergastoli nel processo per l’attentato del marzo 2024 al Crocus City Hall, costato la vita a 149 persone e che ha provocato circa 600 feriti. Secondo il quotidiano Kommersant, il carcere a vita è stato richiesto per i quattro presunti esecutori materiali e per 11 complici; per altri quattro imputati le pene richieste oscillano tra i 20 e i 23 anni.

L’attacco del 22 marzo, avvenuto prima di un concerto del gruppo Picnic, è stato rivendicato da Khorasan Vilayat, branca centro-asiatica dell’Isis. Le autorità russe continuano tuttavia ad accusare la leadership ucraina di aver ispirato l’azione. I quattro uomini indicati come esecutori – Saidakram Rachabalizoda, Muhammadsobir Faizov, Dalerdzhon Mirzoyev e Shamsidin Fariduni – furono arrestati nella regione di Bryansk mentre, secondo gli investigatori, si dirigevano verso il confine ucraino. La ricostruzione processuale indica che 47 vittime sono state uccise a colpi darma da fuoco, mentre le altre sono morte nell’incendio appiccato alla struttura; una persona risulta ancora dispersa. Il procedimento, iniziato ad agosto dello scorso anno e celebrato a porte chiuse davanti a un tribunale militare, ha visto l’audizione di circa 60 sopravvissuti e numerosi testimoni. Alcuni imputati avevano confessato in fase preliminare, ma in aula hanno ammesso solo parzialmente le proprie responsabilità, cercando di ridimensionare il loro ruolo. Se la Corte dovesse accogliere integralmente le richieste dellaccusa, si tratterebbe – osserva Kommersant – della sentenza più severa nella storia moderna della Russia.


di Eugenio Vittorio