Deutschland Unter Oder Über Allen

lunedì 16 febbraio 2026


La discussione sulla difesa europea ha preso una piega decisamente diversa dagli anni cinquanta del mille novecento. Allora se ne discusse a fronte della cortina di ferro eretta dai sovietici. In quell’epoca si tentò di impedire un riarmo della Germania occidentale. La prospettata Comunità europea di difesa doveva integrare delle divisioni per evitare che ne nascessero di tedesche. Quando quel trattato istitutivo non venne ratificato dall’Assemblea nazionale francese, si generò un’Unione europea occidentale che, in pratica, fu un nulla. Tutto fu concentrato nell’Organizzazione dell’Alleanza Atlantica. In essa vennero inquadrate ricostituite forze armate della Germania occidentale, marcate strette dai comandi nordafricani. Adesso, riunificata la Germania nel crollo della cortina di ferro, nel risorgere delle mire imperiali da parte della Federazione Russa, nell’ostentata volontà di disimpegno degli Stati Uniti d’America, risorge la questione. La Repubblica Federale di Germania, però, questa volta mira, nel mutato quadro, al proprio deciso riarmo.

La memoria corta dei commentatori attuali non ricorda come, quando si dette un ordinamento democratico alla Germania occidentale, per la Repubblica federale si statuì una “legge fondamentale” in cui, espressamente, si dispose mirare alla ricostruzione del Reich unitario, liberato l’oriente tedesco. Adesso questo è un dato acquisito, e rinasce l’ambizione della prussiana del XVIII secolo, quando si scrisse che ogni Stato possedeva un esercito, ma in Prussia l’esercito possedeva uno Stato. Nelle scorse settimane, Kaja Kallas, l’estone alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e di difesa, s’è espressa nel senso dell’inutilità di un esercito europeo. Per costei sarebbe preferibile rafforzare il pilastro europeo dell’Organizzazione dell’Alleanza Atlantica. Ciò per evitare urti tra due catene di comando distinte. Gli Stati Uniti d’America hanno dimostrato di gradire questa prospettiva. Hanno trasferito la guida dei Joint Force Command di Napoli e di Norfol il primo all’Italia, con un campo d’azione comprendente l’Africa settentrionale ed il Medio Oriente, l’altro alla Gran Bretagna. E la Germania? È forse per questo che chi si vede come cancelliere del Quarto Reich se l’è presa a male, ha cominciato a rimarcare la diversità del conservatorismo liberale europeo rispetto la cultura Maga e il trumpismo, a dire in declino la guida statunitense e che l’Europa deve fare da sé. Ricucire l’Atlantico, adesso, spetta a Giorgia Meloni.


di Riccardo Scarpa