L’intelligence italiana si rafforza

lunedì 16 febbraio 2026


Gli ultimi mesi hanno riportato con forza il tema della sicurezza nazionale al centro del dibattito pubblico: gli attentati alla rete ferroviaria che hanno messo a rischio infrastrutture strategiche e la sicurezza dei cittadini, le azioni di sabotaggio maturate in ambienti dell’estremismo interno, le manifestazioni degenerare in violenze organizzate che hanno avuto come teatro diverse città italiane, insieme a uno scenario internazionale segnato da una guerra di aggressione nel cuore dell’Europa da parte della Russia contro l’Ucraina, delineano un contesto in cui la linea di confine tra ordine pubblico, sicurezza economica e difesa degli interessi strategici appare sempre più sottile e in cui la percezione della minaccia non è più confinata a scenari lontani ma si intreccia con la quotidianità del Paese; le infrastrutture di trasporto, le reti energetiche, i sistemi informatici della Pubblica Amministrazione e delle grandi aziende diventano obiettivi sensibili in una stagione in cui la vulnerabilità tecnologica può trasformarsi rapidamente in un problema politico ed economico.

In questo quadro complesso e in continua evoluzione, lo Stato rafforza gli strumenti di prevenzione e analisi e apre le selezioni per nuovi operatori dell’intelligence italiana, con l’obiettivo di potenziare le capacità di raccolta, valutazione e interpretazione delle informazioni utili ad anticipare i rischi e neutralizzare le minacce prima che si traducano in eventi concreti; una scelta che non ha il sapore dell’emergenza contingente ma quello di una strategia di medio e lungo periodo volta ad adeguare l’apparato informativo alla profondità delle trasformazioni in atto. Il reclutamento riguarda il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, l’architettura che coordina le attività informative a tutela della Repubblica e che si articola nel Dipartimento delle Informazioni per la sicurezza con funzioni di indirizzo e controllo strategico, nell’Agenzia informazioni e sicurezza interna competente per la protezione del territorio nazionale e nell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna chiamata a operare sul piano internazionale; strutture che negli ultimi anni hanno progressivamente ampliato il proprio raggio dazione per far fronte a minacce che non si manifestano più soltanto con modalità tradizionali ma attraverso reti digitali, campagne di disinformazione, interferenze economiche, pressioni energetiche e attacchi mirati alle infrastrutture critiche.

La guerra scatenata da Mosca contro Kyiv non è soltanto un conflitto convenzionale combattuto con mezzi militari, ma anche un banco di prova delle strategie ibride, in cui l’uso combinato di strumenti militari, cyber, informativi ed economici mira a destabilizzare gli equilibri europei e a incidere sulle opinioni pubbliche; un contesto che rende evidente quanto la sicurezza interna sia strettamente intrecciata agli sviluppi geopolitici e quanto sia necessario disporre di capacità analitiche avanzate per comprendere in tempo reale dinamiche che si sviluppano ben oltre i confini nazionali ma producono effetti diretti sul sistema Paese, dalle forniture energetiche alla stabilità finanziaria, fino alla tenuta del dibattito democratico.

In parallelo, la crescita di fenomeni di radicalizzazione online, la circolazione incontrollata di contenuti manipolati e la facilità con cui gruppi organizzati riescono a coordinarsi attraverso piattaforme digitali impongono un salto di qualità nella capacità di monitoraggio e interpretazione dei segnali deboli, di quelle tracce che precedono l’esplosione di un evento e che possono essere colte solo attraverso un lavoro meticoloso di analisi incrociata delle fonti. L’apertura delle candidature si inserisce dunque in questa cornice e punta ad attrarre professionalità altamente qualificate nei settori dell’analisi dei dati, della sicurezza informatica, dell’Intelligenza artificiale, delle telecomunicazioni, della crittografia e dell’ingegneria delle reti, senza trascurare competenze linguistiche avanzate, conoscenza delle aree geopolitiche più sensibili, capacità di analisi economico-finanziaria e strumenti di interpretazione dei fenomeni sociali che alimentano radicalizzazioni e movimenti sovversivi; il profilo ricercato è quello di analisti, tecnici ed esperti capaci di lavorare in team multidisciplinari, di integrare competenze diverse e di trasformare grandi quantità di informazioni grezze in valutazioni strutturate a supporto delle decisioni politiche e strategiche.

Non si tratta di un lavoro che si esaurisce nella dimensione operativa, ma di un’attività che richiede metodo, rigore e una costante formazione, perché le minacce evolvono con rapidità e la tecnologia modifica continuamente il terreno su cui si gioca la partita della sicurezza; l’intelligence contemporanea è sempre più un laboratorio di competenze trasversali in cui l’analista di dati dialoga con l’esperto di area, l’ingegnere informatico con il giurista, in un processo continuo di verifica e approfondimento. Il percorso di selezione è rigoroso e multilivello: dopo una prima valutazione dei curricula, i candidati vengono sottoposti a prove tecniche mirate, colloqui approfonditi e verifiche sull’affidabilità personale, passaggi indispensabili per accedere a un ambito in cui la gestione di dati sensibili e la riservatezza costituiscono presupposti imprescindibili; oltre alle competenze specialistiche, vengono valutate l’equilibrio, la tenuta allo stress, la capacità di analisi critica, la predisposizione al lavoro in contesti complessi e un solido senso delle istituzioni, elementi centrali in un lavoro che incide direttamente sulla tutela dellordine democratico e sulla protezione degli interessi strategici del Paese.

In un momento storico in cui episodi di sabotaggio alle infrastrutture, agitazioni violente e tensioni internazionali dimostrano quanto il sistema Italia sia esposto a pressioni multiple e talvolta coordinate, il rafforzamento dell’intelligence rappresenta uno degli strumenti più silenziosi ma decisivi per garantire prevenzione e resilienza; le candidature potranno essere presentate fino al 20 marzo 2026 secondo le modalità indicate sui canali istituzionali, una scadenza che delimita questa fase di reclutamento e che si colloca all’interno di un più ampio processo di consolidamento delle capacità informative dello Stato, chiamato a misurarsi con una stagione in cui la sicurezza non è più soltanto difesa dei confini ma tutela integrata di infrastrutture, economia, istituzioni e coesione sociale.

(*) Docente universitario di Diritto internazionale e normative per la sicurezza

(**) Ex sede delle Casse di Risparmio e Prestiti a Roma, oggi sede dei Servizi segreti italiani, tratta dal sito della Sicurezza Nazionale


di Renato Caputo (*)