giovedì 12 febbraio 2026
In Europa sono emersi due protagonisti. Giorgia Meloni e Friedrich Merz provano a riaccendere la scintilla della competitività dell’Unione. La base di partenza è scandita in tre parole chiave: semplificazione, neutralità tecnologica, accordi di libero scambio. La location, il castello di Alden Biesen, vicino Maastricht. Ma l’obiettivo è più ambizioso e meno dichiarato: orientare, e in parte contendere alla Francia, la regia del rilancio industriale e geopolitico del Vecchio continente. Italia e Germania, con la partecipazione attiva del premier belga Bart De Wever, si preparano a giocare la carta della competitività come leva strategica.
Il pre-vertice di oggi, convocato alla vigilia del summit ufficiale, si svolge nello stesso maniero e con una platea quasi identica: una ventina di leader su Ventisette. Tuttavia, nella riunione informale, a dettare il ritmo sono Roma e Berlino. Ad aprire simbolicamente i lavori è il paper congiunto firmato da Italia, Germania e Belgio. Molti dei contenuti erano già noti: la revisione del green deal, la richiesta di interventi sul sistema Ets e sulla Carbon tax, l’accelerazione sulle misure omnibus per alleggerire l’impatto normativo sulle imprese. La novità, però, è contenuta in un concetto destinato a far discutere: il “freno di emergenza”. L’idea è attribuire a uno o più Stati membri la possibilità di intervenire nel processo legislativo europeo qualora emergano “eccessivi oneri burocratici”. Un meccanismo che, nelle intenzioni, punta a rafforzare la capacità di influenza degli Stati e che, di fatto, apre a una trasformazione della cooperazione rafforzata prevista dai trattati in una cooperazione tra Stati politicamente convergenti.
A margine dell’incontro informale dei Capi di Stato e di governo Ue di Alden Biesen, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme al cancelliere federale tedesco Friedrich Merz e al primo ministro belga Bart de Wever, ha ospitato l’incontro inaugurale di un nuovo gruppo di lavoro informale dedicato temi della competitività europea. Lo rende noto Palazzo Chigi. Insieme a Italia, Germania, Belgio e Commissione europea, hanno preso parte all’incontro Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Svezia e Ungheria. “La discussione dei leader si è concentrata intorno alle tre priorità delineate nel documento orientativo predisposto da Italia, Germania e Belgio: completamento del mercato unico; semplificazione regolatoria e riduzione dei prezzi dell’energia; politica commerciale ambiziosa e pragmatica”, spiega ancora Palazzo Chigi. Un asse che prova a consolidarsi senza formalizzare un direttorio. I leader che hanno partecipato al pre-summit convocato da Italia, Germania e Belgio prima del vertice di Alden Biesen “hanno concordato di rivedersi già a margine del Consiglio europeo di marzo per mantenere alta l’attenzione sui temi della competitività e contribuire alle definizione di obiettivi concreti e scadenze precise”.
Sullo sfondo resta il nodo degli eurobond. “non c’è stata una discussione” sugli eurobond, “ma ci sarà oggi” al vertice, ha evidenziato Meloni, ricordando che è “una delle grandi questioni delle quali l’Europa discute da tempo, sulle quali le posizioni sono molto diverse”. Un tema che continua a dividere il nord e il sud dell’Unione, e che potrebbe riemergere con forza se la competitività dovesse intrecciarsi con nuovi strumenti comuni di finanziamento. La premier ha inoltre voluto chiarire la natura dell’intesa con Berlino: “Stiamo rafforzando la nostra cooperazione bilaterale” con la Germania, “ma non è qualcosa che si fa escludendo qualcun altro”. E sulla presenza francese al tavolo ha aggiunto che “è un bene perché è un Paese molto importante per discutere di queste materie. Sicuramente in questa fase c’è un rilancio nelle relazioni e nella capacità che Italia e Germania stanno avendo di coordinare le proprie posizioni”. Parigi, dal canto suo, non resta a guardare. “Condividiamo un sentimento di urgenza: l’Europa deve agire con chiarezza”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in un punto stampa al castello di Alden Biesen, accanto al cancelliere Merz. “La priorità è una reazione anzitutto a brevissimo termine che consiste nel mettere in atto tutto ciò su cui siamo d’accordo”, ha affermato. E ancora: “Dobbiamo andare veloci e avere decisioni molto concrete entro giugno: se non si avanza a Ventisette, dandoci la possibilità di fare cooperazioni rafforzate per andare più rapidamente”.
di Zaccaria Trevi