Il Regno Unito e l’islamizzazione delle aree rurali

giovedì 12 febbraio 2026


Il governo britannico ha avviato una nuova fase di una linea politica che rischia di danneggiare gravemente l’identità nazionale e civile del Paese. Come già avvenuto in precedenti iniziative analoghe, questa misura controversa viene presentata all’opinione pubblica come un intervento necessario, per contrastare il “razzismo”.

Il 2 febbraio scorso, LBC ha riportato che “il Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali (Defra) ha avviato una campagna per la diversità in alcune delle località più conosciute del Paese, dopo che uno studio ha rilevato che molte di esse rischiavano di diventare irrilevanti in una società multiculturale”. Ma come può un luogo diventare “irrilevante” nella Gran Bretagna moderna? Lo diventa se non soddisfa adeguatamente le esigenze dei musulmani.

Molte città britanniche, tra cui Londra, hanno oggi sindaci musulmani. Almeno uno di loro parla a malapena l’inglese. Le campagne britanniche, tuttavia, continuano ad essere inaccettabilmente islamofobe, ma il governo sta intervenendo: “Il National Landscapes ha presentato una serie di proposte per trasformare questi ambienti a predominanza bianca come le Cotswolds e le Chilterns”.

L’Islam non è una razza, e ci sono musulmani e jihadisti di tutte le razze, ma in Gran Bretagna, come altrove in Occidente, il governo e i media considerano la crescente popolazione musulmana del Paese esclusivamente in termini razziali. L’afflusso di migranti musulmani è del tutto innocuo e persino positivo, e certamente da incoraggiare, poiché arricchisce la nostra diversità, secondo il noto slogan orwelliano: “La diversità è la nostra forza”.

E così la campagna inglese, finora popolata esclusivamente da britannici, si trova ora a dover accogliere stranieri e ad adattarsi alle loro esigenze: “Il Chiltern National Landscape lancerà un programma di sensibilizzazione a Luton e High Wycombe rivolto ai musulmani, dopo che il rapporto ha rilevato che le minoranze etniche che visitano la zona sono preoccupate per la presenza di cani senza guinzaglio”.

Sì. Per compiacere i loro nuovi padroni, il popolo britannico deve rinunciare ai propri animali domestici. Questo perché l’Islam odia i cani. Una tradizione islamica afferma che Maometto ordinò che i cani fossero uccisi: “Abdullah (ibn Umar) (che Dio sia soddisfatto di lui e di suo padre) disse: il Messaggero di Dio (che Dio gli dia pace) ordinò l’uccisione dei cani. Vennero inviati uomini nei vari angoli di Medina e non fu risparmiato alcun cane, tanto che uccidemmo il cane che accompagnava la cammella appartenente alla gente del deserto”. (Sahih Muslim 3811)

Si tratta di far sentire al sicuro i musulmani meno abbienti. Il Malvern Hills National Landscape ha affermato: “Molte minoranze etniche non hanno alcun legame con la natura nel Regno Unito perché i loro genitori e nonni non si sentivano abbastanza sicuri da portarli all’aperto oppure avevano altre preoccupazioni legate alla sopravvivenza. Questo interrompe la trasmissione orale delle conoscenze. Mentre la maggior parte degli inglesi bianchi apprezza la solitudine e le attività contemplative che la campagna offre, le minoranze etniche tendono a preferire la compagnia sociale (famiglia, amici, scuole)”.

E così la campagna britannica deve essere resa accessibile e accogliente per un gran numero di musulmani. “Alcuni gruppi demografici sono ancora sottorappresentati nelle nostre aree rurali”, ma non sarà così ancora per molto. “Molte comunità nella Gran Bretagna moderna ritengono che questi paesaggi non abbiano alcuna rilevanza per loro. La campagna è vista sia dai gruppi etnici neri, asiatici e minoritari che dai bianchi come un ambiente decisamente bianco. Se questo è vero oggi, allora il divario non farà che ampliarsi con il cambiamento della società. La nostra campagna finirà per essere irrilevante per il Paese che esiste realmente”. Nessuno sembra preoccuparsi se la campagna sia o continuerà a essere “rilevante” per i britannici autoctoni.

Anche i pub potrebbero dover cambiare. Un rapporto del 2022 del Defra intitolato Migliorare la diversità etnica dei visitatori dei paesaggi protetti dell’Inghilterra lamentava il fatto che i musulmani in Gran Bretagna percepiscono “la campagna inglese come uno spazio bianco, a cui non appartengono”, poiché le strutture presenti “si rivolgono alla cultura inglese bianca”. Anche il consumo di alcolici gioca un ruolo: “I paesaggi protetti sono strettamente associati ai pub tradizionali, che hanno un’offerta gastronomica limitata e sono frequentati da persone con una cultura del bere. Di conseguenza, i musulmani di origine pakistana e bengalese hanno detto che si sentono spesso non benvenuti”.

L’assurdità di tutta la vicenda è evidente. Si provi a immaginare se il governo pakistano pubblicasse un rapporto lamentandosi del fatto che le campagne del Paese sono così piene di moschee e di musulmani osservanti della Sharia da far sentire gli immigrati non musulmani sgraditi. (In realtà, nessuno sta immigrando in Pakistan; si tratta solo di un esperimento mentale.) Immaginate poi se il governo pakistano raccomandasse di costruire bar e chiese nelle aree rurali, al fine di incoraggiare gli immigrati non pakistani e non musulmani a trasferirsi lì.

Il governo pakistano rischierebbe di cadere se prendesse una decisione del genere. I suoi oppositori lo accuserebbero di preoccuparsi più degli stranieri che della popolazione locale e direbbero che sta cercando di sostituire gli uni con gli altri.

In Pakistan, questo sarebbe considerato tradimento. Nel Regno Unito, invece, viene definito “diversità”.

(*) Tratto da FrontPage Magazine

(**) Traduzione a cura di Angelita La Spada


di Robert Spencer (*)