La sfida di Deutsche Telekom su Ia e sovranità dei dati

mercoledì 11 febbraio 2026


L’investimento è di oltre un miliardo di euro. Deutsche Telekom (Dt) ha scelto Monaco di Baviera per avviare uno dei più grandi centri data di Intelligenza artificiale d’Europa. La scelta della capitale della Baviera non è causale, considerando il suo peso specifico industriale. Aziende come Bmw, Siemens, Airbus, che hanno piantato il loro quartier generale da quelle parti, sono tutti potenziali clienti dell’Ia. La sede del data center è stata poi scelta nella zona nord della città, tra uffici open space e alberghi, e non in un parco industriale lontano dalle abitazioni. Dt ha infatti rilevato una struttura già esistente, precedentemente gestito da HypoVereinsbank. Il grosso dell’Industrial Ai cloud, fa sapere l’azienda, si trova sottoterra: circondati da chilometri di cavi in fibra ottica, 10mila processori grafici specializzati, acquistati da Nvidia, noti come Gpu (Graphics processing unit), sono distribuiti su sei piani. Si tratta di sistemi che possono eseguire più calcoli in parallelo. Il volume di dati è di circa 20 petabyte di spazio di archiviazione, pari a circa 20 milioni di gigabyte, e quasi un petabyte di Ram. Con questa quantità di spazio di archiviazione, affermano gli esperti, si potrebbe registrare l'intera storia dell’umanità in qualità 4K.

Tutta questa potenza di fuoco, incomprensibile ai più, servirà ad accreditare la struttura come “una delle più grandi fabbriche di Intelligenza artificiale d’Europa”, progettata per consentire alle aziende di addestrare e gestire intelligenze artificiali ad alte prestazioni. Deutsche Telekom ha ampliato il data center in collaborazione con il produttore di chip statunitense Nvidia, che ha fornito, come si accennava, i processori ad alte prestazioni. L’azienda tecnologica tedesca SAP ha contribuito con il software. Tra i futuri utenti figurano il produttore di robotica Agile Robots e il fornitore di droni militari Quantum Systems, fa sapere il sito Tagesschau. Dt ha quantificato l’investimento in 1 miliardo di euro. I processori di Intelligenza artificiale generano una grande quantità di calore. Deutsche Telekom prevede di utilizzare l’acqua del vicino torrente Eisbach per il raffreddamento. Il calore di scarto risultante dovrebbe essere, poi, immesso nella rete di teleriscaldamento locale per riscaldare gli edifici circostanti. Rispetto ai giganti iCloud statunitensi, Amazon, Microsoft e Google, che ogni anno investono cifre che in Germania fanno fatica anche a immaginare, Dt deve ancora masticare parecchi byte. L’azienda, tuttavia, proverà a crearsi una nicchia di mercato, vale a dire data center Ai altamente sicuri situati in prossimità dei suoi clienti industriali, uniti alla promessa di sovranità dei dati.

Che significa “sovranità dei dati”? Deutsche Telekom afferma che i dati rimangono fisicamente in Germania e sono soggetti alla legislazione tedesca ed europea. Per molte aziende, questo rappresenta un vantaggio decisivo rispetto ai provider negli Stati Uniti, dove leggi come lo Us cloud act consentono teoricamente l’accesso alle autorità statunitensi. La potenza di calcolo che si vuole sviluppare, non sarà destinata ai privati, ma piuttosto alle grandi e medie imprese che già necessitano di enormi capacità, come l’industria automobilistica e meccanica. l’Ia può calcolare il comportamento dei materiali, aerodinamica o catene di fornitura, rilevarne gli errori in anticipo e ridurre i tempi di sviluppo. Deutsche Telekom afferma che il nuovo data center aumenterà la capacità di elaborazione Ai in Germania di circa il 50 per cento. Per il boss di Dt, Timotheus Höttges, deve essere chiaro che “senza Intelligenza artificiale, l’industria e la Germania come sede economica sono destinate al fallimento”, riporta Tagesschau. Secondo l’amministratore delegato, in Europa viene utilizzato solo il 5 per cento circa dei chip di Intelligenza artificiale ad alte prestazioni, rispetto al 70 per cento degli Stati Uniti. Di conseguenza, lo stabilimento di Monaco di Baviera rappresenta un “potenziamento della produzione”, grazie al quale molte aziende “potrebbero utilizzare la nuova potenza di calcolo per i loro prodotti e applicazioni”.

E la politica che dice? Il governo, nella fattispecie il ministro delle Finanze Lars Klingbeil e il ministro per la Digitalizzazione, Karsten Wildberger, parlano di “grande giorno per la Germania e l’Europa” e di “segnale molto importante di forza economica e di sovranità”. Al di là dei proclami sulla sovranità dei dati, quanto è realmente indipendente l’infrastruttura tedesca di Intelligenza artificiale? Ci si chiede da più parti. Perché se è vero che la fabbrica è gestita da Deutsche Telekom, l’hardware proviene da Nvidia, il produttore di chip statunitense, che, a sua volta, si affida a terre rare provenienti dalla Cina. E questo lo sa anche l’Ad Höttges, che infatti dopo aver parlato con entusiasmo di un’infrastruttura e una piattaforma “conformi alle leggi tedesche ed europee”, ha però ammesso che “sarebbe bello se avessimo una Nvidia tedesca”.


di Pierpaolo Arzilla