venerdì 30 gennaio 2026
Al mondo mancano dieci milioni di russi e per questo serve l’Europa. Ma arriviamo al punto per gradi.
DAITARN IN ITALIA
Il ciclone Harry ha colpito la parte più povera del Paese, ma l’Italia parla di questioni internazionali. Anni fa discutevamo del grafene chippato e di Sanremo. Non siamo diventati meganoidi contro Daitarn, robottone manga, ma abbiamo scoperto il mondo. Disquisiamo dell’impatto sulle sagre del tartufo di Acqualagna e del carciofo di Trinitapoli in relazione a Italia, Usa, Germania, Cina.
NEURONI ERRANTI
Purtroppo abbiamo un buco nero di comprensione. A scuola abbiamo docenti che all’università hanno imparato una stasi sociale e politica che un tempo i marxisti chiamavamo “fine della storia”. La statica sociale è una sciocchezza. La sostengono Travaglio e Barbero, il comunista Marco Rizzo e i suoi compagni di partito neofascisti. Descrivono un’Europa cadaverica e una Russia dominatrice. Miliardi di neuroni in libera uscita.
SOCIETÀ E INTELLIGENZA
Nei media, il bombardamento disinformativo è costante. La stasi globale nasce dall’idea di “sistema sociale”. Ma la società non è “un sistema”, se si intende con questo termine un organo che abbia regole matematiche. Non c’è un solo algoritmo predittivo che funzioni, nonostante decine di miliardi spesi per ottenere la pietra filosofale dell’anticipazione del futuro. La società è composta di persone razionali ma non sempre intelligenti. E non parlo dei citati Travaglio, Barbero o del trascurato Vannacci.
PAURA E POVERTÀ
L’amore per la persona amata e per la squadra del cuore di rende lucidi in tattica, cretini in strategia. L’imprenditore convinto del proprio prodotto può fallire, da innamorato della sua idea. L’innamorato è razionale, non intelligente. Gli statunitensi di oggi, sono guidati da un uomo che da capo di Stato usa i metodi da imprenditore. Razionali ma stupidi per incompetenza. Il mondo ha paura degli Usa, gli statunitensi del governo federale. Così si riducono scambi e ricchezza.
I BAMBINI E IL PAPÀ
Ue e India hanno firmato un trattato di riduzione dei dazi. Trump chiosa: “I bambini giocano a fare la casa, ma il quartiere è in mano a papà. Solo gli accordi con papà funzionano”. Legittimo. Ma preoccupa. La Germania ha proposto un’integrazione tra Francia, Spagna, Italia, Polonia, Olanda. Con il Regno Unito, gli Stati Uniti d’Europa sarebbero fatti. Questi Paesi uniti possono spiegare al Dipartimento di Stato Usa che il blocco ex Occidentale è vantaggioso per tutti. L’Atlantico come area di libero scambio e difesa reciproca potrebbe sopravvivere.
IL SENSO DI TRUMP PER LE REGOLE
La visione europea esclude l’inevitabilità dello scontro con qualcuno. La Cina non vuole conflitti armati ma ha il problema politico della gestione dell’autoritarismo interno. La dispotica gestione Trump, la sua insofferenza per le regole avvicina gli Usa ai tratti dei Paesi sudamericani meno stabili. E alla Cina.
ORA QUALCOSA DI COMPLETAMENTE DIVERSO SULLA RUSSIA
Guardiamo il rebus russo. Piccoli Paesi come il Qatar, o medie potenze l’Iran sono l’anima di tanti squilibri mondiali. La Russia può quindi fare molti danni e li fa. Ma non è più una grande potenza. Ha duemila testate nucleari ancora utili, forse. Ma la guerra ha creato squilibri gravi. L’arsenale nucleare serve a poco. La guerra costa settecento miliardi l’anno tra costi diretti e indiretti. Non dimostro questa cifra per esigenze di spazio. Ma ci sono numeri molto interessanti e credo inediti che molto interessanti. Chi non ama i numeri, salti all’ultimo paragrafo.
DEMOGRAFIA MASCHILE RUSSA
I russi sono circa cento quarantatré milioni. L’aspettativa di vita si ferma a settantuno anni, per gli uomini. Invecchiano presto. Le donne sono settantadue milioni, gli uomini sessantasette. Nove milioni e mezzo hanno più di sessantacinque anni e sono inabili per definizione. I ragazzi sotto i quattordici anni sono meno di dieci milioni. Quelli tra i quindici e i ventiquattro anni sono meno di sette milioni. La fascia d’età tra venticinque e cinquantaquattro anni d’età comprende trentuno milioni di persone. Togliamo i disabili. Gli ucraini hanno stimato che i disabili russi tra trentuno e cinquantanove anni sono due milioni e mezzo su una popolazione totale di disabili di nove milioni. Il saldo di uomini attivi e abili e utilizzabili è quindi di ventotto milioni di persone. Ma seicentocinquantamila sono andate via per evitare la guerra con l’Ucraina.
MAESTRO VLADIMIR, TROPPE ASSENZE
Secondo stime benevole, la Russia ha avuto trecentomila morti e seicentocinquantamila feriti o dispersi. Settantamila sono contractor stranieri. Escludiamo altri novecentomila uomini. Restano ventisei milioni di uomini. Purtroppo però le statistiche dicono che i maschi occupati nelle attività produttive sarebbero quaranta milioni. Mancano all’appello quattordici milioni di uomini. Pure se volessimo considerare attivi e occupati quelli tra i quindici e i ventiquattro anni mancano nove milioni di persone abili. Oltre a un milione e mezzo di soldati.
LA RUSSIA IMPLODE, SERVE L’EUROPA
Con questi numeri, la Russia è in piena implosione demografica. Gli ucraini con il loro coraggioso rifiuto a farsi trascinare nel baratro hanno reso evidente la desolazione russa. La nascita dell’Europa unita e federale è un’esigenza planetaria e una necessità culturale perché siamo europei. Gli Usa presto si renderanno conto di questa realtà, specie con l’iniziativa dei big six europei. Dobbiamo dare per scontato che i russi non sono in grado di controllare l’area asiatica del loro immenso Paese. A governare le coste orientali c’è già la Cina. Queste condizioni rendono l’Europa forte. Con la nostra spinta di popolo verso l’Europa il mondo tornerà a nutrire la pace.
Tabella dei dati sulla popolazione maschile russa
Popolazione: 72 milioni di donne e 65 milioni di uomini.
Uomini
Mediana di età: 41 anni
Oltre i 65 anni: 9,35
Restanti attivi: 56 milioni
Sotto i 14 anni: 9,20
Restanti: 47 milioni
Uomini 15-24 anni: 6,8 milioni
Fascia d’età 25-54 anni: 44 per cento pari a 30,8 milioni di uomini.
Disabilità totale (stima ucraina): 9 milioni
Disabilità stimata uomini con disabilità tra 31 e 59 anni: 2,2 milioni (fonte ucraina)
Uomini disponibili restanti: 27 milioni
Esodo per evitare la coscrizione: 0,65
Perdite dovute alla guerra al 2026: circa 300mila morti e 650mila feriti.
Contributo Paesi terzi: circa 70mila.
Saldo: 870mila. Approssimazione a 0,9 mln
Uomini restanti arruolabili: 25,5 milioni
Occupati uomini dichiarati in Russia sono il 54 per cento di 74 milioni pari a 40 milioni
Somma uomini abili da 15 a 65 anni: 32,8.
Considerati 1,5 milioni di arruolati mancano dieci milioni di uomini.
di Claudio Mec Melchiorre