L’economia Maori spinge la Nuova Zelanda verso un futuro più dinamico e diversificato

giovedì 29 gennaio 2026


La Nuova Zelanda sta vivendo una trasformazione significativa della sua struttura economica grazie alla crescita vigorosa dell’economia e delle attività Maori, il settore di imprese e attività economiche legate alle popolazioni indigene che, secondo gli ultimi dati ufficiali, ha visto un’espansione importante negli ultimi anni e contribuisce in modo crescente alla prosperità nazionale. Secondo il Te Ōhanga Māori Report, la contribuzione all’economia neozelandese delle entità Maori è passata da 17 miliardi di dollari nel 2018 a 32 miliardi nel 2023, portando la quota della componente Maori nel Pil complessivo da circa il 6,5 per cento a quasi il 9 per cento nel quinquennio considerato.

Parallelamente, la base di asset della Māori economy, che include imprese, trust e attività autonome, è quasi raddoppiata, passando da 69 miliardi a 126 miliardi di dollari nello stesso periodo, con un incremento dell’83 per cento che la colloca come uno dei segmenti economici a più rapida crescita nel Paese. Questa crescita riflette non solo l’espansione di settori tradizionali come agricoltura, pesca e silvicoltura, ma anche il progressivo ingresso della manifattura, dei servizi professionali e di supporto, del turismo e dell’economia digitale, evidenziando una profonda diversificazione delle attività Maori oltre l’economia primaria. Uno degli elementi più importanti di questa evoluzione è il ruolo crescente dell’imprenditorialità Maori: tra il 2018 e il 2023 il numero di Maori lavoratori autonomi è aumentato del 49 per cento e gli imprenditori Maori del 31 per cento, con quasi 24.000 imprese Maori attive in ambiti geografici e settoriali diversi.

La dinamica demografica gioca un ruolo chiave: la popolazione Maori è più giovane rispetto alla media nazionale e una quota crescente è impiegata in occupazioni altamente qualificate, con il 46 per cento dei lavoratori Maori oggi coinvolto in ruoli ad alta specializzazione, un indicatore di progressiva inclusione e avanzamento professionale. Questo slancio economico ha effetti tangibili sull’assetto produttivo nazionale: la crescita dei settori Maori non solo contribuisce direttamente al Pil e alla creazione di posti di lavoro, ma rafforza la resilienza dell’economia neozelandese, ampliando le catene del valore e attirando investimenti sia domestici sia esteri interessati a mercati sostenibili e innovativi.

Per il futuro, la sfida resta quella di consolidare questi risultati con politiche pubbliche che promuovano l’accesso al capitale, l’istruzione e la formazione, e che riducano le disparità socio‑economiche ancora presenti tra la popolazione Maori e quella non‑Maori.

Tuttavia, i dati confermano che l’economia Maori non è più un comparto marginale, ma un motore di crescita e diversificazione per l’intera economia della Nuova Zelanda, trasformando le attività economiche del Paese in un esempio di sviluppo economico che unisce dinamismo imprenditoriale, valori culturali e innovazione produttiva.


di Domenico Letizia