mercoledì 28 gennaio 2026
C’è un’Europa che chiude accordi commerciali nei quattro angoli del mondo e un’altra che chiude troppo stesso entrambi gli occhi sulla necessità che anche la coercizione e la privazione della libertà da parte dello Stato necessita livelli essenziali di dignità. Non è il caso delle carceri francesi. Il Comitato anti tortura (Cpt) del Consiglio d’Europa ha denunciato di recente le condizioni di vita nelle prigioni d’Oltralpe. Che il rapporto definisce “magazzini di esseri umani”. Il Cpt ha visitato 14 stazioni di polizia e gendarmeria, quattro carceri (Fleury-Mérogis, Fresnes, Marseille-Baumettes e Villefranche-sur-Saône) e il carcere minorile di Marseille-la-Valentine. Anche se la maggior parte delle persone recentemente arrestate dalla polizia e dalla gendarmeria non ha denunciato maltrattamenti, il Cpt ha, tuttavia, raccolto diverse segnalazioni di violenza intenzionale, anche nei confronti di minori, in particolare durante le contenzioni a terra che comportavano pressione sul torace, sul collo o sul viso. Il comitato sottolinea che tale tecnica presenta un elevato rischio di asfissia posturale e ne chiede una revisione.
Le condizioni osservate nelle stazioni di polizia sono rimaste estremamente preoccupanti: celle sporche e fatiscenti, servizi igienici carenti, presenza di scarafaggi e cattivi odori e mancanza di materassi o coperte puliti. Le strutture della gendarmeria visitate erano in condizioni fisiche decisamente migliori, ma le persone continuano a trascorrere la notte da sole in celle di detenzione senza un sistema di chiamata o una presenza fisica permanente. La visita alle quattro carceri si è svolta in un contesto di costante peggioramento del sovraffollamento carcerario, fa sapere il rapporto. Al momento della visita, la soglia di 80mila detenuti era stata superata, con circa 17mila persone oltre la capacità ufficiale, di cui 3.810 costrette a dormire su materassi sul pavimento. Il sovraffollamento ha avuto ripercussioni su tutti gli aspetti della vita carceraria: spazi ristretti, tensioni, mancanza di attività e opportunità di lavoro e difficoltà di accesso all’assistenza sanitaria. Per il Cpt, questa situazione può trasformare una prigione “in un magazzino di esseri umani”, compromettendo gravemente la dignità.
“Il sovraffollamento è peggiorato dalla nostra visita nell’ottobre 2024”, afferma il presidente del Cpt, Alan Mitchell. “Più di 86mila persone – aggiunge – sono state incarcerate nel dicembre 2025, di cui 6.446 dormivano su materassi sul pavimento, e quasi 30 strutture avevano una capacità più che doppia: siamo quindi estremamente preoccupati per le condizioni carcerarie in Francia”. Il rapporto segnala denunce “credibili” di violenza fisica da parte degli agenti penitenziari, in particolare nelle carceri di Fresnes e Villefranche-sur-Saône. La violenza tra i detenuti è molto più diffusa. Risse ed estorsioni erano frequenti e la mancanza di intervento da parte del personale nei cortili di esercitazione, o la carenza di personale, creano un clima di paura. Il programma di attività, si fa notare, rimane molto limitato. La maggior parte dei detenuti in attesa di giudizio trascorre quasi 20 ore al giorno in cella, ancora di più nei fine settimana, a causa della mancanza di attività, formazione o opportunità di lavoro.
Se l’accesso all’assistenza sanitaria è considerato generalmente soddisfacente nelle carceri di Fleury-Mérogis e Marseille-Baumettes, si rilevano “gravi carenze” a Fresnes e Villefranche-sur-Saône: di personale sanitario, coordinamento insufficiente, strutture inadeguate e assistenza psichiatrica molto limitata, in un contesto di elevata prevalenza di disturbi mentali. Il ministro della giustizia, Gérald Darmanin, ha annunciato la costruzione di nuove carceri, per combattere il sovraffollamento, ma ha escluso qualsiasi regolamentazione del numero di detenuti. Il suo Ministero prevede di aprire 3.000 posti aggiuntivi in carceri modulari entro i prossimi 18 mesi. Secondo i dati ufficiali, al 1 dicembre 2025 in Francia si registrava un record di 86.229 detenuti per 63.613 posti letto, con un tasso di occupazione complessivo del 136,5 per cento. La Francia, ha rilevato ancora uno studio del Consiglio d’Europa pubblicato lo scorso luglio, è tra i tre peggiori Paesi europei in termini di densità carceraria, dietro solo a Slovenia e Cipro.
di Pierpaolo Arzilla