mercoledì 28 gennaio 2026
Andremo a de-escalare un po’ in Minnesota. Lo ha detto Donald Trump in una intervista tivù, dopo l’uccisione di Alex Pretti a Minneapolis da parte di agenti federali. La Casa Bianca prova a smorzare i toni, con lo scontro politico che ha raggiunto il suo apice e ora sta rientrando nei ranghi. Il commander-in-chief, che ha auspicato un “giusto processo” per i due agenti dell’Immigration and custom enforcement (Ice) che sarebbero colpevoli di aver immobilizzato e sparato al manifestante, ha respinto l’ipotesi di una marcia indietro, definendo l’allontanamento di Gregory Bovino dalla gestione dell’operazione nello Stato del midwest come un aggiustamento tattico: non un “passo indietro”, ma solo un piccolo cambio, ha spiegato ai microfoni di Fox news. Bovino, capo della Border Patrol, è stato ufficialmente riassegnato a incarichi legati alla sicurezza del confine, dopo settimane di tensioni culminate nei raid dei suoi uomini e nella morte di due cittadini statunitensi, Renee Good e Alex Pretti, avvenute a distanza di pochi giorni. Al suo posto è stato inviato a Minneapolis Tom Homan, lo “zar del confine”. Trump ha ribadito la linea anche durante una successiva intervista in Iowa, parlando di una decisione che non rappresenta una ritirata: il comandante rimosso è “ottimo ma forse non lì”, ha osservato il tycoon.
Sul piano operativo, emergono però criticità nella catena di comando. Stephen Miller, vice capo dello staff della Casa Bianca, ha riferito che l’intervento in Minnesota non avrebbe rispettato le linee guida fissate dopo la sparatoria del 7 gennaio, nella quale era rimasta uccisa Renee Good. Secondo Miller, la squadra guidata da Bovino avrebbe dovuto suddividersi in due unità distinte: una incaricata degli arresti mirati di “immigrati clandestini” già identificati, l’altra deputata al controllo della folla per impedire interferenze da parte dei facinorosi. “La Casa Bianca ha fornito chiare indicazioni al Dipartimento per la Sicurezza interna affinché il personale aggiuntivo inviato in Minnesota per la protezione delle forze dell’ordine fosse utilizzato per condurre operazioni di cattura di latitanti, creando una barriera fisica tra le squadre di arresto e i facinorosi”, ha dichiarato Miller ad Axios. “Stiamo valutando perché la squadra del Customs and border protection potrebbe non aver seguito tale protocollo”, ha aggiunto.
Anche l’amministratore delegato di Apple si è detto “addolorato per gli eventi di Minneapolis” e ha invocato una “de-escalation”, dopo le critiche ricevute da dipendenti e clienti per la sua presenza alla Casa Bianca alla proiezione di un documentario sulla first lady Melania Trump la sera dell’uccisione di Alex Pretti. Tim Cook ha riferito di aver affrontato la questione privatamente con il presidente Trump. “Ho condiviso il mio punto di vista e ho apprezzato la sua apertura e il suo impegno su temi che interessano a tutti noi”, ha dichiarato, secondo i media statunitensi. “Credo che l’America sia più forte quando onoriamo i nostri ideali, quando trattiamo tutti con rispetto e dignità indipendentemente da dove provengono”, ha sottolineato.
Intanto i democratici si organizzano. diversi Stati a guida dem stanno accelerando iniziative per consentire ai cittadini di citare in giudizio gli agenti federali inviati nelle loro comunità in caso di violazioni dei diritti civili. Una spinta che ha trovato nuovo slancio proprio con le proteste contro le tattiche adottate dall’Ice durante l’indagine sulla frode sui fondi federali a Minneapolis e in altre città. Il mese scorso l’Illinois è stato il primo Stato ad approvare una legge di questo tipo, subito impugnata dall’amministrazione Trump, che ne contesta la costituzionalità sostenendo che le cause civili nei tribunali statali contro gli agenti federali violino un principio cardine dell’ordinamento statunitense. Proposte analoghe sono allo studio anche in California, New York, Virginia, Maryland e Connecticut. Un nuovo fronte di scontro tra il tycoon e le amministrazioni progressiste di sinistra, che potrebbe trascinarsi fino alle elezioni di midterm.
di Eugenio Vittorio