Incidente di Adamuz, tre giorni di lutto nazionale

martedì 20 gennaio 2026


Le operazioni di soccorso e di recupero delle vittime dell’incidente ferroviario di Adamuz, in Spagna, sono andate avanti senza interruzione per tutta la notte. L’obiettivo resta duplice: identificare i deceduti e verificare l’eventuale presenza di altre persone intrappolate tra i rottami. Il ministro dellInterno Fernando Grande-Marlaska ha confermato che il dispositivo resterà operativo nell’area “fino al ripristino della normalità”, sottolineando la complessità delle attività in corso. Secondo quanto riferito da El País, al momento sono state presentate 43 denunce di scomparsa. Le vittime, al momento, sarebbero almeno 41.

Per quanto riguarda i corpi non ancora recuperati, Marlaska ha precisato che le forze di sicurezza ne hanno “individuati” tre all’interno del treno Alvia, che si aggiungono ai 37 già estratti. Intanto è attesa per oggi la visita sul luogo della tragedia del re Felipe VI e della regina Letizia. Lo riporta l’agenzia Efe, secondo cui i sovrani saranno accompagnati dalla vicepremier e ministra delle Finanze María Jesús Montero. Ieri fonti della Casa reale avevano fatto sapere che il re e la regina, impegnati ad Atene per i funerali della principessa Irene di Grecia, avevano annullato un evento previsto per oggi a Toledo. In base all’agenda del governo, alle ore 12 Montero accompagnerà i sovrani ad Adamuz, dove proseguono le ricerche e le operazioni di bonifica dei convogli.

Mentre il Paese osserva tre giorni di lutto nazionale, si intensificano anche gli accertamenti sulle cause dell’incidente. Gli investigatori stanno vagliando diverse ipotesi e, secondo le prime indiscrezioni rilanciate dai media, la pista più accreditata è quella di un cedimento dell’infrastruttura: un “giunto rotto” che sarebbe stato individuato da alcuni soccorritori. Lo schianto, avvenuto domenica alle 19:45 e descritto dai superstiti come “una catastrofe, un incubo dantesco”, ha lasciato dietro di sé una scia di dolore e angoscia. Numerose famiglie si sono recate sul luogo del disastro in cerca di notizie, mentre altre attendono ancora risposte sui propri cari. Le procedure di identificazione si preannunciano lunghe e complesse e, in molti casi, sarà necessario ricorrere alle analisi del Dna.

“Alcune delle persone decedute sono difficilmente riconoscibili”, ha dichiarato il presidente della Regione andalusa Juanma Moreno. Tra le vittime accertate figurano il giornalista Oscar Toro e la fotoreporter María Clauss, coniugi originari di Huelva, oltre a quattro membri di una stessa famiglia di Punta Umbria; la figlia, una bambina, è invece sopravvissuta miracolosamente. “Molti hanno cercato per ore nei vari ospedali”, ha raccontato un operatore della Croce Rossa, mentre sui social network si moltiplicavano gli appelli con foto e nomi dei passeggeri irrintracciabili. Moreno ha inoltre evidenziato che “ci sono ancora dei punti difficili da raggiungere: serve l’aiuto di macchinari pesanti”, confermando che non si esclude l’ipotesi di “possibili altre vittime”.

Negli ospedali andalusi, a partire dal Reina Sofía di Cordova, sono stati assistiti complessivamente 122 feriti, tra gravi e lievi: alcuni sono già stati dimessi, mentre circa 40 restano ricoverati, 12 dei quali in terapia intensiva. Drammatiche le testimonianze dei sopravvissuti. “C’era gente che stava male, molto male. Li avevi davanti, e sapevi che stavano per morire. E non potevi fare nulla”, ha raccontato Ana, estratta dalle lamiere insieme alla sorella incinta, rimasta poi sotto osservazione in terapia intensiva. I media hanno raccolto anche i racconti delle prime fasi successive al disastro e delle spontanee manifestazioni di solidarietà. Una parte dei circa 4.000 abitanti di Adamuz, appresa la notizia, si è precipitata nella zona dellincidente nel buio, raggiungendola su quad e altri mezzi per prestare aiuto, prima ancora dell’arrivo di ambulanze e forze dell’ordine.

È stata aperta, conseguentemente, un’indagine affidata alla magistratura. Mentre i periti valutano un possibile guasto ai binari, il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha parlato di “incidente molto strano”, sottolineando che si è verificato su un tratto rettilineo di una linea recentemente rinnovata e ha coinvolto un treno di Iryo, partecipata da Fs International, “praticamente nuovo” e revisionato pochi giorni fa. Secondo Puente, quella del giunto rotto è “una delle teorie esplorate” e “va determinato se sia stato causa o conseguenza” del deragliamento. “Tutti ci chiediamo come sia potuta accadere questa tragedia. Il tempo e il lavoro dei tecnici ci daranno la risposta”, ha dichiarato il premier Pedro Sánchez, intervenuto ad Adamuz mentre i reali seguivano minuto per minuto l’evolversi della situazione.


di Zaccaria Trevi