L’Azerbaigian commemora il 20 gennaio: memoria storica, pace e giustizia

martedì 20 gennaio 2026


Il 20 gennaio è una data che per gli azerbaigiani non rappresenta solo un momento di raccoglimento, ma è una pagina di memoria collettiva indelebile che ha segnato il cammino verso l’indipendenza nazionale. In quella notte del 1990, l’allora Unione Sovietica ordinò l’ingresso di truppe corazzate nella capitale Baku e in altre città, con l’obiettivo di soffocare le istanze di libertà e sovranità che stavano emergendo in tutta la Repubblica Socialista Sovietica dell’Azerbaigian. Le forze armate aprirono il fuoco sulla popolazione civile, causando la morte di circa 147 persone e centinaia di feriti tra uomini, donne e bambini, un massacro che passò alla storia con il nome di Gennaio Nero. La commemorazione del 2026 assume un significato ulteriore: si celebra in un clima di pace e stabilità consolidata, a seguito del ripristino dell’integrità territoriale dell’Azerbaigian e di un contesto generale più favorevole nella regione. Questo permette di guardare a quel passato non solo con dolore, ma anche con orgoglio per il percorso storico compiuto, consapevoli che il sacrificio di quei martiri ha contribuito alla costruzione di uno Stato sovrano e indipendente. Tuttavia, la memoria condivisa resta ancora segnata da ferite aperte. La questione della giustizia internazionale è oggi parte integrante del dibattito diplomatico e sociale in Azerbaigian: molti dei responsabili dei crimini e delle violenze di quella notte non sono stati sottoposti a processo, e la ricerca di responsabilità legali e politiche è ancora considerata centrale per onorare pienamente la memoria delle vittime e per promuovere un messaggio di verità e responsabilità storica.

Questo nodo fondamentale permane nel quadro delle relazioni internazionali e delle richieste della società civile azerbaigiana per un pieno riconoscimento delle ingiustizie commesse contro il proprio popolo. Questi episodi, oggi ricordati come Giorno Nazionale del Lutto o Martyrs’ Day, hanno rappresentato uno spartiacque nella coscienza nazionale: se da un lato rappresentarono scandalo e lutto, dall’altro divennero simbolo di resistenza e determinazione nel cammino verso l’autodeterminazione e l’affermazione nazionale. Le manifestazioni popolari contro l’intervento militare infiammarono le piazze di Baku e altre città e, nonostante la brutalità della repressione, cementarono la volontà di libertà e indipendenza del popolo azerbaigiano.

Rashad Aslanov, Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian nella Repubblica Italiana ha dichiarato: “L’Azerbaigian non solo è uno stato indipendente e sovrano, ma dal 2023 ha ripristinato la sua integrità territoriale e quindi ancora di più oggi ricordiamo con commozione e gratitudine la data del 20 gennaio, che ha avuto proprio nell’aspirazione alla sovranità e all’indipendenza la base di quelle sommosse popolari, che tanto duramente sono state ostacolate e represse. Il nostro pensiero va alle vittime di quel giorno, all’instancabile opera del nostro Leader nazionale Heydar Aliyev e alla guida del nostro Presidente Ilham Aliyev, grazie ai quali oggi abbiamo raggiunto i nostri obiettivi”.

Nel corso degli anni il 20 gennaio è stato commemorato in maniera solenne, con cerimonie ufficiali e momenti di riflessione in tutto il paese, compresa la deposizione di corone di fiori e momenti di preghiera nelle numerose commemorazioni pubbliche. Nel centro di Baku svetta il complesso monumentale dedicato al 20 Gennaio, dove i nomi delle vittime sono incisi nella pietra a eterna memoria di coloro che persero la vita in quella tragedia. La ricorrenza del 20 gennaio resta quindi un momento di riflessione profonda sulla storia recente dell’Azerbaigian: un giorno di lutto, sì, ma anche una testimonianza della resilienza di un popolo che ha saputo trasformare la tragedia in forza per costruire la propria sovranità. 


di Domenico Letizia