venerdì 29 agosto 2025
Il solito gioco delle parti. La provocazione, l’indignazione, e poi l’avvertimento abbaiato dalla Cina nei confronti degli Stati Uniti. Roger Wicker, veterano dell’Air force, repubblicano come non ne fanno più ormai, ma soprattutto senatore a stelle e strisce e presidente della Commissione per le Forze armate del Congresso, è giunto a Taipei alla guida di una delegazione parlamentare. “Siamo qui per ribadire la partnership e l’accordo di amicizia sulla sicurezza che gli Usa hanno con Taiwan da decenni”, ha dichiarato Wicker ai media locali, sottolineando il valore strategico dei rapporti tra Washington e l’isola. Quasi in contemporanea, da Pechino, il viceministro degli Esteri Ma Zhaoxu – intervenendo nel quadro delle celebrazioni per gli 80 anni della vittoria nella Seconda Guerra mondiale – ha lanciato un monito contro le ingerenze occidentali: “un pugno di forze esterne” che tenta di usare Taiwan per contenere la Cina sta “giocando col fuoco e chi gioca col fuoco alla fine si scotta”.
Wicker, tra i più convinti sostenitori di Taipei al Congresso, ha rimarcato che la visita mira a consolidare non solo l’attuale “grande partnership” bilaterale, ma anche quella futura. “Siamo qui per parlare con i nostri amici e alleati a Taiwan di ciò che stiamo facendo per rafforzare la pace mondiale, il tipo di pace attraverso la forza di cui parlava Ronald Reagan”, ha aggiunto, richiamando le parole dell’ex presidente statunitense. Il viaggio è avvenuto nonostante le pressioni esercitate da Pechino per impedirne lo svolgimento, come già avvenuto lo scorso agosto quando la Cina riuscì a bloccare il presidente taiwanese William Lai dal fare scalo negli Stati Uniti durante una missione diplomatica in America Latina. La presenza di Wicker a Taipei si inserisce in un contesto delicato per Washington, con un Congresso che mostra un orientamento bipartisan critico verso le politiche del presidente Donald Trump, accusato da più parti di sottovalutare le implicazioni di sicurezza nell’Indo-Pacifico mentre porta avanti negoziati commerciali con Pechino. Nel medesimo briefing, il viceministro Ma ha riaffermato la posizione ufficiale cinese, ribadendo che Taiwan “è puramente una questione interna” che “non tollera interferenze esterne”, aggiungendo che la riunificazione dell’Isola con la Cina “è inevitabile e inarrestabile”.
di Redazione