Hamas punta sui nuovi negoziati

giovedì 27 febbraio 2025


Hamas alza la posta. Il gruppo armato pretende ora che vi sia una seconda tornata di trattative formali. In pratica, dopo l’identificazione degli ultimi quattro corpi restituiti, si è ultimata la prima fase dell’accordo di cessate il fuoco tra Hamas e Israele. L’organizzazione militare palestinese ha consegnato tutti e gli 33 ostaggi che si era impegnato a restituire. Venticinque sono tornati vivi, mentre otto erano morti durante la prigionia. Una dichiarazione di Hamas viene riportata dal Jerusalem Post. “Ribadiamo – si legge – che l’unico modo per garantire il rilascio dei prigionieri dell’occupazione a Gaza è attraverso il negoziato e l’adesione ai termini concordati. Qualsiasi tentativo di Netanyahu e del suo Governo di fare marcia indietro od ostacolare l’accordo porterà solo a ulteriori sofferenze per i prigionieri e le loro famiglie”. L’ufficio del premier israeliano ha confermato ieri sera di aver ricevuto le bare dei “quattro ostaggi caduti” a Gaza attraverso la Croce rossa. Gli esperti, si comunica, hanno iniziato il processo di identificazione dei resti. I corpi sono stati consegnati al valico di Kerem Shalom con la “mediazione egiziana”, si specifica nel comunicato.

Le famiglie dei quattro ostaggi vengono costantemente aggiornate e riceveranno notifiche ufficiali una volta effettuate le identificazioni. Tutti gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas devono tornare. A sottolinearlo è stato il presidente israeliano Isaac Herzog, in un lungo post su X in cui ha reso omaggio ai quattro rapiti morti in prigionia i cui corpi sono stati restituiti nella notte. “Ci spezza il cuore l’amara notizia dell’identificazione di Ohad Yahalomi, Tsachi Idan, Itzik Elgarat e Shlomo Mantzur, i cui corpi sono stati restituiti durante la notte dalla prigionia dei terroristi. In questo momento di dolore, c’è un po’ di conforto nel sapere che saranno sepolti con dignità in Israele”, ha scritto Herzog che ha ricordato singolarmente ognuno dei quattro. “Il ritorno dei corpi dei nostri fratelli dalla prigionia sottolinea il nostro obbligo morale a fare tutto ciò che è in nostro potere per riportare indietro tutti gli ostaggi: i vivi alle loro amate famiglie e i caduti per farli riposare in pace. Finché l’ultimo non sarà a casa! Sono tutti casi umanitari e devono essere tutti restituiti”, ha ammonito. Hamas dice che Israele “non ha altra scelta che avviare” i negoziati per la seconda fase del cessate il fuoco. Il movimento palestinese ha dichiarato che Tel Aviv non ha “altra possibilità” dopo la consegna degli ultimi corpi degli ostaggi. Il gruppo armato, in una dichiarazione su Telegram, ha scritto: “Abbiamo imposto la sincronizzazione del processo di consegna dei corpi dei prigionieri nemici con il rilascio dei nostri eroici prigionieri”.


di Ennio Capizzi