Trattori a Bruxelles: roghi e lancio di bottiglie, abbattuta una statua

giovedì 1 febbraio 2024


Un clima infuocato. Quasi 1.300 trattori giungono a Bruxelles, nell’ambito delle proteste degli agricoltori che puntano il dito contro la Politica agricola comune (Pac) e il Green deal. Un appuntamento che arriva in concomitanza con il vertice Ue. Verso le sei di mattina i mezzi fanno la loro comparsa nelle strade della città. Suoni di clacson sono avvertiti nella zona di Etterbeek. Bloccata Place de Luxembourg (dove viene abbattuta una storica scultura), davanti alla sede del Parlamento europeo (verso il quale sono lanciate uova e bottiglie). Su un’altra statua del monumento è affisso il cartello People of Europe, say no to despotism (Popoli d’Europa, dite no al dispotismo).

La situazione è incandescente: vengono esplosi petardi e appiccati roghi. La polizia, in tenuta anti-sommossa, aziona gli idranti. André Pierre, rappresentante ed ex presidente della Federazione dei giovani agricoltori belgi (Fja), tra i manifestanti davanti alla sede dell’Eurocamera, nota: “Ci aspettiamo una risposta dalla Commissione ben prima delle elezioni europee. La questione della sovranità alimentare in Europa è molto più importante. Deve andare oltre la comprensione politica ed elettorale europea. È ora che le varie famiglie politiche europee si facciano carico del problema agricolo e della sovranità alimentare dell’Europa. Siamo qui perché vogliamo farci ascoltare dalla Commissione europea in relazione ai vari problemi che gli agricoltori stanno incontrando in termini di reddito e di vincoli ambientali che vengono imposti sempre di più”.

“La violenza non è mai giustificata, per nessuna ragione. Le manifestazioni democratiche e pacifiche della grandissima parte degli agricoltori vanno rispettate. Quando c’è violenza invece è un problema”. Così il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. “Agli ex agricoltori che sono fuori, voglio dire: vi vediamo e vi sentiamo. Vogliamo che la vostra voce sia ascoltata alle elezioni europee di giugno”: questo il commento di Roberta Metsola, al suo arrivo al Consiglio europeo. Il premier belga, Alexander De Croo, rivela: “C’è una grande protesta degli agricoltori a Bruxelles, è necessario discutere questo argomento perché le preoccupazioni sono perfettamente legittime. La transizione climatica è una priorità fondamentale per le nostre società. Dobbiamo assicurarci che i nostri agricoltori possano essere partner in questi incredibili sforzi negli ultimi anni, nel corso degli anni si sono davvero adattati ai nuovi standard che abbiamo. Abbiamo una lunga strada da percorrere e dobbiamo assicurarci che possano essere partner in questo e che alla fine possano prendere parte alla discussione”.

L’eurodeputato di Fratelli d’Italia, co-presidente del gruppo Ecr al Parlamento europeo, Nicola Procaccini, sui propri canali social dichiara: “Era inevitabile che accadesse. Davanti al Parlamento europeo si sono radunati agricoltori e allevatori da tutta Europa. Noi eravamo, siamo, e saremo con loro. Dentro e fuori dal Parlamento. Vengo da un territorio di coltivazioni, di caccia e di pesca. E so che non saranno gli ambientalisti da salotto a distruggere la passione e il lavoro di generazioni di italiani ed europei, che vivono e lavorano nella natura. Finché c’è gente che lotta per loro e per noi, c’è ancora speranza”.

Secondo le prime informazioni, le autorità belghe avrebbero disposto dei fermi amministrativi. Lo rivela il sindaco della capitale belga, Philippe Close, ai microfoni di Rtl. Gli agricoltori giunti in città, per il primo cittadino, “sono più del previsto: avevamo stimato 800 trattori, mentre sono 1300 con oltre duemila persone. Siamo riusciti a concentrare i trattori nel distretto Ue e allo stesso tempo si è potuto tenere il vertice”. La priorità, insiste, è “il dialogo”. E che, allo stesso tempo, “la polizia è pronta se la situazione dovesse degenerare”.


di Mimmo Fornari