sabato 5 maggio 2012
"L'Ucraina è un grande Paese che qualche anno fa aveva iniziato un dialogo con l'Unione Europea e viveva un forte slancio europeista e filo-Atlantico, oggi invece assistiamo ad un deterioramento della situazione sul piano della democrazia e dei diritti: non possiamo permetterci che si allontani e ritorni nell'orbita russa, sarebbe una grande sconfitta per l'Europa". Gianni Vernetti, già Sottosegretario agli Affari Esteri, deputato di Alleanza Per l'Italia, è primo firmatario di una mozione, sottoscritta da parlamentari di tutte le forze politiche, per la liberazione dell'ex primo ministro ucraino Yulia Tymoshenko, che sarà presentata martedì 8 maggio alla Camera.
On. Vernetti, quali sono i contenuti della mozione che
presenterete alla Camera?
La mozione, presentata da me e firmata da oltre 30
deputati di pressoché ogni forza politica, chiede che il governo
italiano faccia un passo formale nei confronti della Repubblica di
Ucraina per richiedere l'immediato rilascio per ragioni umanitarie
dell'ex Primo Ministro Tymoshenko e di tutti gli altri esponenti
del precedente governo oggi in carcere, sollecitare le autorità
ucraine affinché vengano consentite visite in carcere da parte di
equipe mediche indipendenti. Chiediamo inoltre che l'Italia
promuova la realizzazione di sostanziali ed incisive riforme nel
settore giudiziario, dello stato di diritto, della difesa dei
diritti umani fondamentali, e del miglioramento degli standard
democratici in Ucraina, nonché a sostenere la candidatura di Yulia
Tymoshenko a premio Nobel per la Pace per il suo impegno come
leader della "Rivoluzione Arancione".
Nelle scorse settimane, per Sua iniziativa, la figlia di
Yulia Tymoshenko, è stata ospite del Parlamento italiano.
Eugenia Tymoshenko ha fatto visita alla Camera dei
Deputati e si è incontrata con diversi esponenti del nostro
Parlamento. Ci ha offerto un'importante testimonianza
sull'arretramento della democrazia e sulle massicce violazioni dei
diritti umani in Ucraina. Sua madre, attualmente in sciopero della
fame, è stata condannata a 7 anni di carcere, più 3 di interdizione
dai pubblici uffici, per un reato amministrativo, un abuso di
ufficio utilizzato volutamente per colpire l'opposizione. Peraltro,
ogni sondaggio dà il "blocco Tymoshenko" vincente alle prossime
elezioni: è clamoroso che il candidato del principale partito di
opposizione non possa neppure essere in grado di presentarsi alle
elezioni.
Cosa ne pensa della presa di posizione, se vogliamo un
po' improvvisa, del cancelliere tedesco Angela Merkel riguardo al
caso Tymoschenko?
L'intervento della Merkel è servito a porre finalmente
l'attenzione su un caso piuttosto eclatante, spesso finora
trascurato. Come sempre, purtroppo, l'Europa non è stata e non è in
grado di produrre una politica estera comune, condivisa e
coordinata. Sembra non esserci la volontà di costruire una politica
estera per l'Ue, e questo è un caso in cui sarebbe fondamentale
recuperarla, poiché evidenzia un allarmante deterioramento degli
standard dei diritti umani e della democrazia. Yulia Tymoshenko ed
altri esponenti del precedente governo ucraino sono tenuti
prigionieri con l'accusa di aver agito contro gli interessi del
Paese, peraltro nell'ambito di un accordo fortemente sollecitato
dalla stessa Europa: è clamoroso che l'Ue non riesca a fare fronte
comune sulla questione.
Alcuni hanno proposto di boicottare gli imminenti
campionati europei di calcio, previsti in estate proprio in
Ucraina. Ritiene sia una scelta giusta?
Boicottare gli europei potrebbe essere sicuramente un
ottimo strumento di pressione nei confronti del governo ucraino.
Non è una soluzione espressamente menzionata nel testo della
mozione che presenteremo alla Camera, ma sicuramente sarà oggetto
di valutazione, che le autorità competenti dovrebbero considerare
seriamente per sensibilizzare ulteriormente sul caso e fare
pressione per ottenere la liberazione dei prigionieri politici.
Qual è la sua opinione sull'atteggiamento tenuto
dall'Italia sull'argomento?
Mi sembra che finora le istituzioni del nostro Paese
abbiano effettuato solo alcuni passi iniziali, e il senso della
nostra mozione è proprio questo: impegnare il governo italiano
affinché prenda una posizione sulla questione. L'Italia è un
importante partner politico ed economico dell'Ucraina, e per questo
è oggi quantomai necessario che dal nostro Paese parta una voce
forte e chiara per la liberazione di Yulia Tymoshenko e di tutti i
prigionieri politici, ma anche per un miglioramento degli standard
dei diritti umani della democrazia. L'Ucraina voleva instaurare un
rapporto con l'Occidente, e noi rispondemmo in modo burocratico.
Oggi non possiamo e non dobbiamo compiere lo stesso errore.
di Cristiano Bosco