Quanti terroristi di nome Abdul vivono e lottano vicino a noi?

lunedì 27 luglio 2026


Sassolini di Lehner

L’attentato islamista di Berlino contro gli omosessuali (una donna morta e circa 30 feriti più o meno gravi) conferma che l’aritmetica non dovrà mai più essere opinabile. Quanti Abdul Ballout, accolti o resi addirittura cittadini, grazie all’infernale Ius soli, circolano indisturbati in Europa? Quanti euro-idioti delle Istituzioni e dell’informazione hanno cercato per anni di nascondere l’emergenza terroristica, ordinando di non specificare l’identità degli attentatori? E quanti ipocriti e bugiardi ci hanno rassicurato, attribuendo agli assassini problemi mentali? Pazzi, incapaci di intendere, ergo incolpevoli, benché capaci di volere ammazzare i diversi da loro.

Solo oggi, ad assalto stragista avvenuto per l’ennesima volta in Germania, la patria dei silenziatori di verità, per scongiurare presunte insorgenze islamofobiche, si specifica che il cittadino tedesco Abdul è un terrorista islamico vicino all’Isis. Il fatto che sia stato ammazzato invece che catturato e interrogato fa sorgere il sospetto di un’ulteriore estrema e cruenta forma di silenziamento. Lì’immagine del “lupo solitario” è assai meno preoccupante del gruppo organizzato. L’idea del bricolage, cioè del fai da te nel redimere a morte gli altri, può addirittura tranquillizzare. Invero, siamo tutti possibili vittime, essendo noi occidentali infedeli per antonomasia, quindi candidati perfetti per il carnefice coranico. Berlino conferma che l’omosessualità, per il terrorista islamico, è una delle manifestazioni più intollerabili della nostra innata peccaminosità. Ognuno ha il diritto di vivere a modo suo, nella speranza che coniughi il diritto con il dovere, almeno quello di sapere chi e quanti sono gli Abdul accanto a noi.  Gli omosessuali, ad esempio, hanno il diritto di proporre tutto il kitsch conclamato attraverso il gay pride, ma dovrebbero pur imparare a mettere a fuoco i loro veri eterni nemici. Non risultano aggressioni con finalità stragiste da fondamentalisti inneggianti a Mosè o a Cristo, mentre si registrano in nome di Chillullah, detto il più grande.

Eppure, praticando l’aritmetica opinabile, Lgbtqia+ esclude dal corteo gli omosessuali israeliti e considera nemici mortali cristiani e cattolici. Le radici giudaico-cristiane sarebbero l’avversario più ostile, mentre si sposa il pro-palismo e si supporta di fatto Hamas, fingendo d’ignorare che i gay palestinesi – nella striscia di Gaza l’omosessualità è tabù e trattata come crimine da codice penale – possono vivere in pace solo se si rifugiano sotto le ali protettive di Benjamin Netanyahu. Grazie al carnefice per conto del Profeta con passaporto tedesco, magari gli infedeli, già rincretiniti dal buonismo, dai diritti senza doveri, dall’accoglientismo, dal non saper far di conto, sia omosessuali che eterosessuali, cominceranno a dubitare, quindi finalmente a essere, sino a sentire il dovere di ripassare la tabellina del nove.


di Giancarlo Lehner