Commemorazioni separate in casa per Pannella

lunedì 18 maggio 2026


“Mi tratteranno da morto come se fossi vivo, così come mi hanno trattato da vivo come se fossi morto”. La profezia di Pannella, lanciata poco prima di andarsene quel maledetto 19 maggio 2016, si è trasformata in una sorta di nemesi per quelli che una volta erano i soggetti più importanti della galassia radicale.

Tre celebrazioni distinte, da separati in casa. Quella del Partito di Maurizio Turco il 19 maggio a via di Torre Argentina 76, sede storica e anche geografica di quello che fu il soggetto radicale di Pannella. Quella di “Nessuno tocchi Caino” in via della Panetteria 76, in quella che fu invece la casa in terra di Pannella e adesso sede del soggetto radicale su menzionato. Infine, quella dei Radicali italiani nella sede dell’unico partito che ha continuato, contro il volere dello stesso Pannella, a fare politica in Parlamento, italiano ed europeo, e a presentarsi alle relative elezioni.

L’eredità morale e in parte materiale del Super Marco nazionale è stato altrettanto contrastata di quella della famiglia Agnelli. La galassia radicale si è frantumata, l’atomo si è diviso, come al solito senza provocare alcuna reazione nucleare. E adesso il panorama che un osservatore esterno e amico di Pannella può vedere è una specie di dissipazione in fieri se non in progress di tutto il patrimonio ideale e politico inventato da Pannella in 50 anni di quasi sempre solitaria ed elitaria militanza portata avanti con scioperi della fame e della sete che hanno contribuito non poco a minarne la salute. La stessa Radio radicale ha sofferto non poco delle divisioni interne, degli odi e delle ripicche tra i vari soggetti della ex galassia. Battaglie epiche come quella sulla giustizia giusta e sulla separazione delle carriere – per non parlare della responsabilità civile dei magistrati che fu l’oggetto del referendum Tortora – sono tutte finite in vacca nell’immaginario dell’italiano medio del post Pannella.  Idem per lo Stato di diritto. Per non parlare della giustizia internazionale, che si è suicidata come l’Onu mettendosi in mano ai paesi del terzo mondo a trazione islamista.

Après lui le déluge, si può dire. E il Paese Italia non è che ci abbia guadagnato alcunché da questo stato di fatto. Ma è la vita a volte a essere ingenerosa e a togliere tutto quello che ci aveva dato. Prima che nasca un nuovo Pannella passerà un altro secolo. Speriamo che chi eventualmente per allora avrà avuto la fortuna di conoscerne un altro di Pannella stavolta non si lasci sfuggire l’occasione. Come è capitato a tutti noi coevi del Super Marco nazionale. Trattato da morto come se fosse vivo e da vivo come se fosse morto.


di Dimitri Buffa