Roberto D’Agostino diffonde gli stilemi di Claudia Conte

mercoledì 6 maggio 2026


Sassolini di Lehner

Donna Onestà intellettuale impone di rendere atto a Roberto D’Agostino d’essere diventato affezionato, appassionato, attento lettore de L’Opinione delle Libertà. Anzi – la definizione forcaiola è sua – si è già collocato tra i più devoti “colpevoli lettori del quotidiano L’Opinione”. Non soltanto ci consulta, ma, se a firmare gli editoriali è l’acuta e preparata opinionista Claudia Conte, allora ne riporta, come un acribico amanuense, accuratamente, fedelmente e totalmente i pezzi, con tanto di intriganti glosse e postille. Invero, il nostro copista non lesina sberleffi e derisioni, tra i quali i più cortesi sono “prezzemolona” e “ciociara”. Certo, l’impiego dell’aggettivo ciociara come malaparola, in un Paese dove non regnassero due pesi e due misure, condurrebbe quantomeno all’imputazione di discriminazione territoriale. Il maestro gossipparo, però, proprio per non aver più guai – li ebbe e parecchi, quando era assetato di verità non conformi, avendo come mentore l’illuminato picconatore Francesco Cossiga – si è buttato, come minacciò Totò, a sinistra, nelle braccia dei “volenterosi”, degli antisionisti, della casta faraonica in toga, financo di Selvaggia Lucarelli, con la bussola a base piatta per seguire l’attuale stella polare: Mario Draghi.

Buon per lui, dunque, visto che, essendo assicurato e blindato dai veri poteri forti, con quella bocca può schernire chicchessia, privilegiando da maschietto al peperoncino il dispregio per le donne, tutte da sfottere, salvo in primis le ex falce e martello o le dossettiane di ritorno. Il chiodo fisso rimane Giorgia Meloni, denominata, quando gli batte il cor gentile, solo “ducetta melona”, ma ormai la nostra Claudia, ribattezzata sanguinosamente “Messalina di Aquino”, è entrata nella scena quotidiana delle parolacce a spaglio. Certo, Roberto, il cui titolo di studio è solo il diploma di ragioniere, non è detto che si renda conto della gravità dell’offesa, ignorando che la terza moglie di Claudio venne apostrofata “meretrix augusta”. Quindi, dare della “Messalina” a una donna, colpevole soprattutto di provenire da Aquino, è proprio da cafone, non da gentiluomo. Tuttavia, tra una trivialità e l’altra, il nostro diplomato, pubblicandone gli editoriali, sta diffondendo tra la folla oceanica di Dagospia.com la visione del mondo e gli stilemi di Claudia Conte.

Evidentemente, D’Agostino intende regalare al proprio numeroso pubblico una pausa catartica dal profluvio di veleni, volgarità e turpiloqui, attraverso il ristoro di un giornalismo equilibrato, di una prosa piacevole e di un linguaggio pulito. Grazie di cuore a te, zotico eppur generoso Roberto, che ci fai pubblicità. La promozione della Weltanschauung di Claudia, attraverso ristampe reiterate e commentate, ha già fatto aumentare l’afflusso di lettori e di abbonati al L’Opinione delle libertà. Ti meriti la medaglia (con dieci buoni pasto da utilizzare da “Cencio, la parolaccia”) di Primus Lector del mese di maggio.


di Giancarlo Lehner