martedì 17 marzo 2026
Sassolini di Lehner
Bianca Berlinguer può tranquillamente non vergognarsi del babbo Enrico, leninista perso ed anacronistico, il sardocomunista fuori tempo massimo, ma sicuramente in buona fede. Altro discorso si potrebbe fare per il marito, Luigi Manconi, buonista, umano, garantista a giorni alterni, il quale, nel 1993 su Il Messaggero, vergò le parole più ferocemente e stolidamente forcaiole su Bettino Craxi, dato per sicuramente colpevole, nonché spregevole, essendo gravemente malato di diabete.
Ecco un brano di quell’indimenticabile infamità manipulitista a mezzo stampa: “C’è qualcosa di cupamente grottesco nell’immagine di quell’uomo anziano e malato... Anche la malattia... non lo fa apparire più fragile, e con ciò meno sgradevole. Al contrario. La sua sembra proprio quella che, nei racconti per adolescenti, è l’infermità dei cattivi (nel Piccolo Lord, la gotta se ben ricordo)... La malattia completa crudelmente l’immagine di un uomo che ˗ in una torva solitudine ˗ cova i suoi rancori. Quel sarcasmo così appesantito, quell’aggressività così affannosa rivelano qualcosa di intimamente sporco…”.
Ora, egregia Bianca Berlinguer, visto che Manconi è, purtroppo, ipovedente, le chiedo: non sarebbe giusto definire mascalzone ripugnante chiunque desse dello “sporco” al suo Luigi a causa dei problemi agli occhi?
Ebbene, illustre Bianca, di casa non più alle Botteghe Oscure, bensì nella berlusconiana Mediaset, se volesse davvero salvare il buon nome di suo marito, dopo avergli chiesto conto di tanta barbarie da Nkvd cronicizzato, potrebbe decidersi a votare Sì, per cancellare l’orrore di quella prosa bestiale e rendere il meritato onore a Bettino Craxi, il più grande leader che la sinistra italiana abbia mai avuto.
Infatti, dopo Bettino, la sinistra, dopo essere naufragata con Achille Occhetto e la sorella graziata dalla giustizia a pugno chiuso, riemerse a stento con lo spiritista, svenditore di gioielli di famiglia, Romano Prodi, col bombardiere Massimo D’Alema, col cineasta Walter Veltroni, col professor Enrico Letta in Gianni, con lo sperperatore vanesio Matteo Renzi, con l’irrilevante lottacontinuista Paolo Gentiloni. Infine, precipitò nel nulla, riducendosi ad Aboubakar Soumahoro, ad Ilaria Salis, ad Elly Schlein e Giuseppi Conte.
Bianca Berlinguer che votasse Sì restituirebbe dignità a tutti i compagni che mangiano nella mensa di Mediaset e potrebbe trasfigurare in immagine meno scellerata i trascorsi da boia bolscevico del proprio consorte.
Mi sa che Bianca, in nome della sardità che ispirò l’umanità ed i valori di Antonio Gramsci ˗ amico fino all'ultimo del demonizzato Amadeo Bordiga e non dello stalinista Palmiro Togliatti ˗ voterà Sì.
di Giancarlo Lehner