martedì 13 gennaio 2026
Sassolini di Lehner
Durante la fase Rem mi si è snocciolata la più dolce novella onirica possibile. No, l’eros non c’entra e neppure Monica Bellucci danzante in lingerie hot. Ben più allettante dell’eterno femminino regale è stata l’ultima apparizione.
Ho sognato d’essere un faraone, cioè un magistrato italiano, condizione di privilegio, al di sopra di tutto e di tutti, come detta il prefisso “magis”. Insomma, mi sono vissuto come “Er più”, l’autentico immarcescibile bullo legale.
Al risveglio mi sono ritrovato senza toga, nudo e crudo come si addice al normo cittadino, il Nessuno totale, denominabile “Er meno” legalmente bullizzabile full time.
Fuori dalle coltri, infatti, se sbaglio, pago, senza poter beffardamente intimidire i poliziotti della stradale con il classico Achtung: “Lei non sa chi sono io!”. Se vengo cacciato da L’Opinione delle Libertà, con motivazioni inoppugnabili verbalizzate da Valentina Diaconale, non salta fuori nessuna Cassazione che mi reintegra. Tra i mille precedenti esemplari, basti quest’ultimo: il Csm dà un calcio in culo al “Magistrato incurante dei valori che attendono alla funzione?”. Ebbene, la santissima Cassazione, concepita senza peccato originale, Madre premurosa e corredentrice di salvezza, interviene, esclamando: “Chissenefrega del Csm! Che l’incurante sia graziato e torni da subito alla già insudiciata funzione.
Pensa che ti ripensa, mi sa che mi regalo un’altra buona dormita.
Torno a coricarmi, per godere le gioie dell'immunità di casta. Mi garba assai essere Ramses il Grande di notte.
Per scongiurare le megalomanie da illusionismo onirico, ho deciso, da sveglio, di votare “Sì” al referendum sugli “Er più” incuranti dei valori.
di Giancarlo Lehner