giovedì 9 settembre 2021
Diciamo l’essenziale: nel mondo di oggi prevale un catastrofico e diffuso rifiuto della civiltà occidentale. La resa e la liquefazione dell’esercito afghano, la crescita dell’Islam politico e del jihadismo in Medio Oriente e in Africa, la rampante espansione della Cina, il nazionalismo induista in India hanno un solo significato: è finita la lunga fase di occidentalizzazione del mondo culminata con la cosiddetta “globalizzazione” ed è cominciata una fase di ri-tribalizzazione e indigenizzazione.
A questa regressione hanno contribuito i nemici interni dell’Occidente, quegli intellettuali (soprattutto di sinistra) che, dopo avere decostruito e combattuto la civiltà occidentale in ogni suo aspetto, oggi spargono lacrime di coccodrillo sulle povere afghane lasciate in balia dei talebani.
Dopo aver vituperato gli Usa e l’Occidente per la loro influenza e presenza nel mondo, chiedendo per esempio il ritiro dall’Afghanistan, oggi accusano Joe Biden (e dovrebbero aggiungere Barack Obama e Donald Trump) per avere ceduto alle loro richieste di ritiro immediato. “Dovevamo restare” dicono oggi. Per sempre? Cos’è la loro, una riabilitazione del colonialismo?
Molto interessante!
di Lucio Leante