Il cinismo politico di Delrio

martedì 10 ottobre 2017


Le elezioni politiche si avvicinano a grandi passi e anche dentro il Partito Democratico cominciano i distinguo e le prese di posizione. Scopo principale dei vari papaveri di vertice, così come accade in ogni partito contendibile, è quello di ottenere il maggior numero possibile di candidature appartenenti alla propria cordata.

Sotto questo profilo si spiega il farsesco digiuno di alcuni parlamentari e uomini di cultura a cui si è unito il ministro Graziano Delrio, correttamente considerato dal nostro direttore uno dei più significativi punti di riferimento dell’integralismo cattolico. Naturalmente l’iniziativa di colui il quale fino a poco tempo addietro veniva considerato come il braccio destro di Matteo Renzi risulta quanto mai improvvida per il Pd, un partito che non ha alcuna intenzione di regalare all’attuale opposizione un argomento tanto impopolare in questo particolare momento storico. Ma dato che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti non è uno sprovveduto politico, egli sa benissimo che la sua ridicola iniziativa di facciata è destinata a non sortire alcun effetto sul piano di una reale approvazione in Parlamento di una norma che conceda la cittadinanza italiana a chiunque venga alla luce sul suo territorio.

Come a gran parte degli attori del nostro impresentabile teatrino della politica, specchio molto fedele di una società in cui domina la furbizia e l’ipocrisia, a Delrio importano ben poco i nobili ideali di fratellanza universale che egli sta sbandierando in questi giorni. All’ex sindaco di Reggio Emilia più che i diritti di cittadinanza di chi nasce in Italia da genitori stranieri sembra interessare il consenso della minoritaria ma agguerrita componente ultra-cattolica che da sempre mostra una certa tendenza a votare compatta, soprattutto quando ci sono in ballo simili questioni di principio.

In altri termini, mirando a diventare l’esponente più in vista del papismo solidarista e pauperista all’interno del Pd e del centrosinistra, Delrio ritiene di aumentare in tal modo il suo peso politico nella decisiva fase in cui si comporranno le liste elettorali. Inoltre, in un periodo molto delicato per il suo partito, scosso dalle recenti scissioni e gestito da un segretario in deciso declino, ancorarsi strettamente a una ben identificata componente, come quella dell’integralismo cattolico, rappresenta una sorta di assicurazione politica in un mare magnum, quello in cui naviga il centrosinistra, sempre più tempestoso.


di Claudio Romiti