Il Senato contesta l’impostazione Ue sull’edilizia abitativa

mercoledì 28 ottobre 2026


La proposta europea sull’accesso alla casa e sugli alloggi a prezzi accessibili finisce al centro del confronto sulle competenze dell’Unione europea e sulla tutela della proprietà privata. La Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato ha approvato una risoluzione, con relatore Roberto Rosso, esprimendo un parere motivato di non conformità della proposta di Affordable Housing Act al principio di sussidiarietà.

Il documento contesta l’impostazione dell’iniziativa europea, che punta a definire un quadro comune per le restrizioni alle locazioni brevi e all’utilizzo degli immobili diversi dall’abitazione principale. Secondo la Commissione, la proposta rischia di estendere l’intervento dell’Ue in un settore nel quale le competenze sono prevalentemente nazionali e locali, introducendo una disciplina comune delle politiche abitative e delle condizioni per limitare l’uso della proprietà privata.

Uno dei punti evidenziati riguarda la scelta di prevedere norme vincolanti per le restrizioni all’utilizzo degli immobili, mentre le misure strutturali finalizzate ad ampliare l’offerta abitativa sarebbero affidate a una semplice raccomandazione. Un’impostazione che, secondo le osservazioni contenute nella risoluzione, rischia di dare maggiore spazio ai vincoli anziché agli interventi diretti ad aumentare il numero di abitazioni disponibili.

Tra le misure richiamate figurano il recupero degli immobili inutilizzati, la rigenerazione urbana, gli investimenti nell’edilizia sociale, la semplificazione delle procedure amministrative e gli incentivi alla locazione residenziale. Interventi che puntano ad ampliare l’offerta e a favorire un maggiore equilibrio tra domanda e disponibilità di alloggi.

AFFITTI, GARANZIE PER I PROPRIETARI E DIFFERENZE TERRITORIALI

La risoluzione richiama inoltre il tema delle garanzie contro la morosità e della certezza dei tempi di restituzione degli immobili. Si tratta di aspetti che Confedilizia indica da tempo come essenziali, insieme a un adeguato quadro fiscale, per rafforzare la fiducia dei proprietari e favorire la disponibilità di abitazioni sul mercato degli affitti.

L’obiettivo, in questa prospettiva, è incentivare la locazione residenziale e contribuire a contenere i canoni attraverso un aumento degli immobili offerti sul mercato. La posizione dell’associazione si inserisce quindi nel dibattito sulle misure necessarie per ampliare l’offerta abitativa, accanto alle iniziative volte a regolamentare gli utilizzi degli immobili.

Un altro elemento di criticità riguarda l’eventuale introduzione di parametri uniformi a livello europeo per individuare le aree caratterizzate da tensioni abitative. Il documento sottolinea le differenze tra i mercati immobiliari dei singoli Stati e dei diversi territori, evidenziando la difficoltà di applicare criteri comuni a contesti che possono presentare caratteristiche ed esigenze molto differenti.

La questione resta quella dell’equilibrio tra interventi regolatori, autonomia degli Stati e politiche per incrementare la disponibilità di alloggi. La risoluzione del Senato si colloca in questo confronto, ponendo l’accento sulla necessità di valutare il ruolo dell’Unione europea e gli strumenti più adatti ad affrontare le difficoltà di accesso alla casa.


di Redazione