Taccuino Liberale. Non c’è trippa per gatti

venerdì 10 luglio 2026


La prossima settimana, scadrà il termine per il versamento trimestrale della tassa di soggiorno ai comuni da parte delle strutture ricettive o dei loro sostituti d’imposta.

Il Comune di Roma offre un portale dedicato, abbastanza semplice per l’inserimento dei dati relativi agli alloggiati nel comune e per il versamento delle tasse di soggiorno riscosse dalle strutture ricettive o dai portali di prenotazione.

Alla Capitale arrivano annualmente circa 300 milioni di euro, a Milano circa 130 milioni, a Firenze circa 88 milioni e a Venezia circa 38 milioni.

Questi i numeri, tanto per offrire ai lettori gli ordini di grandezza delle cifre relative al fenomeno di cui stiamo parlando. 

Sono soldi che una volta incassati, vengono destinati ad investimenti nel settore turistico, per il decoro urbano, e all'organizzazione di eventi e per la promozione turistica. Sono somme aggiuntive per il bilancio comunale, perché non vengono pagate dai residenti, e che venendo reinvestite nel settore da cui provengono, permettono al comune di offrire anche ai cittadini servizi di intrattenimento, di decoro o di poter vivere in città più pulite; al contempo consentono di liberare risorse dal bilancio comunale per svolgere tali attività nel settore turistico per dirottarle verso altri scopi riguardanti la città ed i suoi residenti, così come i proventi delle multe hanno destinazioni precise individuate dal Codice della strada (ad esempio la manutenzione delle strade, che liberano risorse proprie che possono essere destinate ad altro).

Quando si parla di overtourism, di come le città debbano tornare ai cittadini e ai residenti, si è capaci di immaginare i comuni rinunciare a parte di tali proventi e a quel punto anche dell’Imu? Siamo sicuri che dal business turistico, il primo soggetto che può rinunciare alle entrate è proprio il settore pubblico?

Però, dato che nessuno ˗ o quasi ˗ esercita spontaneamente il diritto di verifica dell’utilizzo e degli impieghi delle tasse e dei tributi, se presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti c’è un Osservatorio sull’utilizzo dei proventi delle sanzioni derivanti dall’infrazione del Codice della strada, forse potrebbe essere opportuno costituire un organismo simile anche per la materia turistica, affinché gli impieghi siano coerenti con la destinazione prevista dall’ordinamento. Altrimenti, se non si vuole imitare quanto fatto ˗ ad esempio ˗ dal Mit, sarebbe opportuno che i cittadini fossero comunque dotati di strumenti chiari per una facile consultazione dei dati, per poter verificare come i comuni utilizzano annualmente le tasse di soggiorno che incassano. 

A Roma ˗ per esempio ˗ sarebbe interessante sapere quanto viene destinato alle società in house del comune che lavorano nel settore turistico, spettacolo, cultura, eventi, o quanto viene destinato al decoro urbano, o a quanto ammontino le voci di spesa per la promozione turistica della capitale. 

Quindi, o tramite un osservatorio nazionale, o tramite l’imposizione di pubblicazione dei dati a cura degli assessorati competenti, si scelga la formula preferita, ma che garantisca l’agevole consultazione dei dati da parte dei cittadini e si provveda alla pubblicazione delle informazioni che rende il processo democratico partecipativo vero, diretto ed efficace. 

La trasparenza è un valore che nella Pa stenta ancora ad essere uno di quelli fondanti dell’attività amministrativa, e stante la rilevanza delle somme versate ai comuni che hanno tra i loro core business il turismo, è importante conoscere come vengano impiegati i soldi versati nelle casse comunali, quali eventuali ritorni d’investimento garantiscano, e forse anche a chi vadano e con quale tipo di procedura vengano assegnati.

Altrimenti la prossima volta che vi viene la tentazione di lamentarvi dei troppi turisti, ricordatevi quanti soldi genera il business dell’accoglienza e dell’alloggio turistico per le casse dei comuni; a Roma, i gatti potrebbero sperare nel ritorno della trippa. 

E nella vostra città?

 

 


di Elvira Cerritelli