Wero e Bizum, sfida ai giganti Usa del Pos

mercoledì 20 maggio 2026


Per la stampa locale è un passo epocale che sa già di “sfida” contro i padroni del Pos. Bizum, la soluzione di pagamento più utilizzata in Spagna, fa il “grande salto” per competere Visa e Mastercard. Trenta milioni di spagnoli utilizzano il metodo di pagamento mobile, operato da Bizum Sl, una società di proprietà di un consorzio che conta oltre trenta banche spagnole (tra cui Santander, Bbva, CaixaBank, Sabadell e Bankinter), per dividere una cena, pagare un regalo condiviso o rimborsare le spese di un viaggio tra amici e familiari. Nato come un modo rapido e semplice per inviare denaro tra privati, con trasferimenti istantanei fino a 500 euro utilizzando solo un numero di telefono, Bizum sta per fare il “grande passo” e approdare nei negozi fisici. Da qualche giorno non è più limitato ai pagamenti tra amici e familiari. Ora sarà possibile utilizzarlo anche per pagare direttamente dal proprio cellulare presso supermercati, farmacie, ristoranti e negozi di abbigliamento. L’implementazione sarà graduale e dipenderà dalla strategia commerciale di ciascun istituto finanziario, che deciderà in quali settori, regioni e negozi attivare per primi il servizio. L’azienda prevede che la stragrande maggioranza degli utenti potrà pagare di persona con Bizum entro la fine dell’anno.

L’utilizzo di Bizum è in crescita anche nel commercio online. Attualmente, rileva il quotidiano economico El Mundo, il 30 per cento dei consumatori digitali lo utilizza, il 50 in più rispetto all’anno scorso. Il che riflette un graduale cambiamento nelle abitudini di pagamento in Spagna, dove contanti, carte e pagamenti mobili coesistono ancora, ma dove le soluzioni digitali stanno guadagnando terreno anno dopo anno. In meno di dieci anni, si fa notare, Bizum è passata dall’essere uno strumento sperimentale a un’infrastruttura di pagamento di enorme importanza. La sua crescita ha subito un’accelerazione evidente soprattutto durante la pandemia, quando l’aumento dei pagamenti digitali e la riduzione dell’uso del contante ne hanno consolidato la posizione. La Spagna, dunque, prova a dire la sua, in un mercato attualmente dominato da giganti come Visa, Mastercard, Apple e Google, che gestiscono la maggior parte dei pagamenti in negozio tramite carte e dispositivi mobili, e in un momento in cui rapporti diplomatici tra Madrid e Washington sono ai minimi storici. Mentre Donald Trump minaccia nuovi dazi alla Spagna per aver negato e basi militari nella guerra contro l’Iran, il “grande salto” nel mondo dei pagamenti elettronici potrebbe essere visto come un’ulteriore provocazione. E non sarebbe la sola. Ad aprile, Emmanuel Macron ha parlato di “ultimo chilometro” da fare per la sovranità economica europea, per rompere “il” monopolio Usa dei pagamenti, parlando di Wero, il sistema europeo di pagamento mobile destinato a sostituire Giropay in Germania, Paylib in Francia, Payconiq in Belgio e Lussemburgo e Ideal nei Paesi Bassi. Wero che offre un sistema di pagamento istantaneo tra privati e, in futuro, presso gli esercenti, direttamente da conti bancari europei.

L’obiettivo è competere con giganti come PayPal o Apple Pay, mantenendo al contempo i flussi finanziari e i dati all’interno dell’Europa. Con l’aria che tira tra Usa e Ue, i metodi di pagamento in Europa stanno diventando ancora più strategici, poiché coniugano economia, sovranità e tecnologia. In Francia, la maggior parte delle carte bancarie sono associate con Cartes Bancaires e con i circuiti internazionali Visa o Mastercard, il che consente l’elaborazione dei pagamenti nazionali tramite un’infrastruttura francese, mantenendo al contempo la compatibilità internazionale. È chiaro però, si fa notare, che la crescita delle carte esclusivamente Visa o Mastercard, soprattutto tramite le neo-banche, aumenta la dipendenza dell’Europa dagli operatori stranieri, che ovviamente ha un costo economico: per ogni transazione effettuata tramite Visa o Mastercard, una parte delle commissioni pagate dagli esercenti lascia l’Europa per essere incamerata da queste società americane.

Con 77 milioni di carte in circolazione, Cartes Bancaires detiene una posizione dominante in Francia, ma negli ultimi anni ha perso terreno rispetto ai soliti noti made in Usa, e anche a causa dell’esplosione dei pagamenti mobili. La Francia vuole cogliere la grande occasione proprio in virtù del gruppo di interesse economico (Gie) di Carte Bancaire, creato nel 1984, che rappresenta l’80 per cento delle transazioni in Francia, e che dovrà rappresentare la base per il nuovo modello di sovranità economica europea. Tornando a Bizum, non mancano alcune perplessità, sollevate dall’industria. Il settore tessile si chiede, per esempio, quali commissioni dovranno pagare le imprese per Bizum Pay, una delle principali incognite del nuovo sistema. E avverte inoltre di potenziali ostacoli tecnologici, poiché anche un piccolo adattamento potrebbe rappresentare un ulteriore onere per le piccole imprese in un contesto già difficile. A ciò si aggiunge la crescente preoccupazione per il controllo dei dati dei consumatori e delle imprese, in uno scenario in cui i pagamenti digitali sono in aumento e il contante sta perdendo terreno come unica forma di transazione priva di tracciabilità.


di Pierpaolo Arzilla