lunedì 13 aprile 2026
Tratto dal saggio “The Chainsaw Revolution: Javier Milei’s Rothbardian Assault on Argentine Collectivism”, finalista del Kenneth Garschina Undergraduate Student Essay Contest 2026 per il Mises Institute.
Come può un libertario perseguire i propri fini dal vertice dell’autorità politica? La risposta è semplice: deve fermare l’intrusione del governo riducendo il raggio operativo dell’apparato statale. La motosega che Milei agita nei suoi comizi simboleggia proprio questa intenzione, ossia la volontà di spezzare gli schemi statalisti che hanno impoverito l’Argentina.
Il suo primo decreto presidenziale ha autorizzato l’eliminazione di vari ministeri, riducendone il numero da 18 a 9. Inoltre, colpì la burocrazia federale licenziando circa 37.000 dipendenti pubblici e sopprimendo quasi cento segreterie e strutture sottosegretariali, insieme a oltre duecento unità amministrative di livello inferiore. Poco dopo annunciò un decreto esecutivo di ampia portata, il cosiddetto “Megadecreto”, destinato a smantellare centinaia di regolamentazioni nel mercato degli affitti e del lavoro per restituire competitività al sistema economico.
Milei ha ridotto il bilancio pubblico del 35 per cento in termini reali e lo ha portato in pareggio nel giro di un mese dal suo insediamento. Di conseguenza, l’Argentina ha registrato un avanzo fiscale pari a 625 miliardi di pesos nel primo trimestre del 2024. Si è trattato di un’inversione sorprendente, dato che un surplus paragonabile non si registrava dal lontano 2011. Come Milei ha più volte ribadito, la regola del deficit zero costituisce un pilastro non negoziabile della sua agenda. Lo stesso Rothbard denunciava i disavanzi come una forma di furto intergenerazionale e riteneva che il debito pubblico dovesse essere ripudiato.
La priorità dell’amministrazione libertaria è stata di domare l’inflazione galoppante. Il ministro dell’Economia Luis Caputo ha consentito al tasso di cambio di aggiustarsi liberamente e ha contenuto le conseguenti pressioni inflazionistiche imponendo disciplina fiscale, arrestando l’espansione monetaria e ponendo fine al finanziamento della spesa pubblica tramite il Tesoro. Lo spettro dell’iperinflazione si è dissolto nell’arco di un anno. Nell’aprile 2024 l’inflazione mensile era già scesa all’8,8 per cento; a giugno era ulteriormente calata al 4,6 per cento e la terza settimana di quel mese segnò il primo periodo senza aumenti dei prezzi in trent’anni. Secondo i dati più recenti disponibili, nel dicembre 2025 l’inflazione mensile si attestava al 2,8 per cento.
L’abrogazione della legge sugli affitti approvata nel 2020 avrebbe certamente soddisfatto Rothbard. Le regolamentazioni allora in vigore ricordavano molto da vicino le politiche abitative urbane da lui criticate a New York. I proprietari erano sottoposti a requisiti asimmetrici di recesso; i contratti di locazione dovevano rispettare una durata minima obbligatoria di tre anni e gli adeguamenti del canone potevano avvenire soltanto con cadenza annuale. Queste restrizioni limitavano la libertà sia dei locatori sia dei potenziali inquilini, impedendo il calcolo economico. Il risultato fu una cattiva allocazione nel mercato immobiliare e una contrazione dell’offerta di alloggi in affitto. Una volta eliminate queste regole, la disponibilità di abitazioni è aumentata del 195 per cento e i canoni sono crollati.
Le riforme del primo anno di Milei si sono tradotte nella Ley de Bases, approvata dal Congresso nel giugno 2024 e promulgata l’8 luglio dello stesso anno. Si tratta di una legge omnibus che introduce cambiamenti strutturali in molteplici settori, con l’obiettivo di promuovere l’iniziativa privata. Il titolo richiama deliberatamente l’eredità intellettuale di Juan Bautista Alberdi, l’autore della Costituzione del 1853 e una figura emblematica della tradizione liberale argentina. La Ley de Bases è articolata in capitoli tematici ed enfatizza la privatizzazione degli enti pubblici, l’attrazione di capitali stranieri e la modernizzazione del sistema produttivo.
Un altro sviluppo di rilievo è rappresentato dal Pacto de Mayo, un accordo proposto ai governatori delle 23 province argentine e al capo del governo della Città autonoma di Buenos Aires. Il documento ridefinisce i rapporti tra la presidenza e i governi locali secondo il principio di sussidiarietà ed è costituito da dieci linee direttrici: l’inviolabilità della proprietà privata, l’equilibrio di bilancio, la riduzione della spesa pubblica, la riforma tributaria, la rinegoziazione dello schema di compartecipazione fiscale, l’autonomia provinciale nello sfruttamento delle risorse naturali, la riforma del mercato del lavoro, la transizione verso fondi pensione privati, la riforma dell’architettura istituzionale e il libero scambio.
Milei ha revocato la maggior parte dei controlli sui capitali e sul cambio, eliminando le regolamentazioni che avevano profondamente distorto il mercato valutario. Di particolare importanza è stata la rimozione del cepo cambiario, il rigido meccanismo di restrizioni all’acquisto e alla vendita di valuta estera introdotto dopo il secondo mandato di Cristina Fernández de Kirchner. Gli argentini potevano acquistare al massimo 200 dollari statunitensi al mese al tasso ufficiale, rimanendo intrappolati in un regime valutario duale che aveva spinto milioni di persone verso il mercato nero.
Mentre molti Paesi stanno abbracciando pratiche neo-mercantiliste, Milei ha difeso il commercio internazionale come la conditio sine qua non della prosperità. All’inaugurazione della 137ª Esposizione Rurale di Palermo, ha ribadito il suo impegno a ridurre in modo permanente le retenciones sul settore agricolo, vale a dire i dazi all’esportazione di prodotti agricoli e zootecnici, prima di eliminarli gradualmente.
Le imposte sulla carne bovina e avicola sono state ridotte dal 6,75 al 5 per cento; quelle sulle colture cerealicole dal 12 al 9,5 per cento, quelle sul girasole dal 7 al 5,5 per cento; quelle sulla soia dal 33 al 26 per cento e quelle sui sottoprodotti della soia dal 31 al 24,5 per cento. Il carattere permanente del provvedimento consentirà agli agricoltori di avere un orizzonte temporale più ampio per scegliere le piantagioni future. La misura presenta anche delle implicazioni favorevoli per gli Stati Uniti, che hanno deciso di ampliare la produzione di biodiesel e necessitano quindi di volumi crescenti di olio di soia e del suo principale derivato, la farina di soia.
La motosega ha continuato a colpire gli sprechi e le inefficienze. Il Ministero della Deregolamentazione e della Trasformazione dello Stato, guidato da Federico Sturzenegger, aveva ricevuto l’incarico di ridurre il perimetro dello Stato e di alleggerire il carico normativo sulle imprese. In diciotto mesi di attività, Sturzenegger ha promosso circa 5000 deregolamentazioni. Tra queste figurano l’abrogazione di norme obsolete e inique, una riduzione dell’11,7 per cento del personale del settore pubblico e la semplificazione delle procedure amministrative.
Il 26 dicembre 2025 l’Argentina ha ratificato la Ley de Inocencia Fiscal, uno statuto che modifica il sistema tributario argentino attenuando la sorveglianza e innalzando la soglia di spesa al di sotto della quale gli individui non sono più obbligati a giustificare l’origine dei propri fondi. La legge si fonda sul principio costituzionale della presunzione di innocenza, sancito dall’articolo 18, e ne estende l’applicazione all’ambito fiscale. Le nuove disposizioni non trattano più i contribuenti come dei presunti evasori, ma li considerano dei soggetti adempienti salvo prova contraria. L’Agenzia delle Entrate e del Controllo Doganale (ARCA) deve ora dimostrare l’esistenza di incongruenze materiali prima di contestare le dichiarazioni, restringendo così l’arbitrio amministrativo.
Rothbard sosteneva che la tassazione fosse un “furto su scala gigantesca e incontrollata” perpetrato dal monopolista della violenza: lo Stato. A suo giudizio, ogni imposta distorce lo scambio volontario, trasferisce le risorse dai produttori ai dipendenti politici e genera incentivi perversi. Rothbard arrivava perfino a difendere l’evasione fiscale come una forma legittima di resistenza alla coercizione statale, piuttosto che come un crimine.
Rovesciando la presunzione dominante di colpevolezza, questa riforma obbliga lo Stato a giustificare la propria aggressione, in linea con la difesa rothbardiana dei diritti di proprietà e con l’intento di contenere gli eccessi burocratici. Il nuovo impianto concede agli individui un margine più ampio per resistere all’intrusione fiscale senza essere esposti immediatamente alle sanzioni. In questo senso, la riforma può essere interpretata come una tappa intermedia che prepara il terreno a un ordine volontarista, nel quale la tassazione e l’autorità statale vengano infine sostituite da sistemi spontanei di assicurazione privata e di cooperazione contrattuale.
Se dovessimo riassumere gli effetti delle riforme di Milei, sarebbe ragionevole concludere che esse hanno contribuito a migliorare l’economia argentina. Il processo di disinflazione ha consentito una riduzione dei tassi d’interesse all’ingrosso, che erano al 121 per cento nel 2023 e oggi oscillano tra il 34 e il 35 per cento nominale annuo per le banche private. Il rapporto tra debito pubblico e Pil si è dimezzato, attestandosi al 73 per cento nel gennaio 2026. Il Pil si è contratto dell’1,5 per cento nel secondo trimestre del 2024 come conseguenza delle misure di austerità, ma in seguito l’economia ha mostrato un vigoroso rimbalzo, trainato dalla crescita delle esportazioni e dal ritorno degli investimenti. Nel 2025 l’espansione del Pil si è avvicinata al 5 per cento, superando nettamente la media latinoamericana.
Rothbard sosteneva che aiutare i poveri significasse, in fondo, una cosa soltanto: fare in modo “che il governo si tolga di mezzo”. La sua asserzione ha trovato conferma nell’esperienza. In seguito alle riforme introdotte in Argentina, il tasso di povertà è stato stimato al 31,1 per cento a metà del 2025, mentre la povertà infantile è scesa al livello più basso dal 2017. Sebbene il processo di destatalizzazione richieda ancora tempo e sforzi, gli indicatori empirici puntano in una direzione promettente.
(*) Fine terza puntata. Nel prossimo articolo esamineremo la politica estera di Javier Milei. Rileggi la prima e la seconda puntata.
di Lorenzo Cianti