La volatilità di borsa e il “parco buoi”

venerdì 6 marzo 2026


Con la riapertura dei mercati finanziari internazionali, dopo l’intervento congiunto di Stati Uniti e di Israele, del fine settimana scorso, contro la feroce teocrazia iraniana, le quotazioni dei titoli azionari e obbligazionari hanno subito pesanti perdite. L’espressione che ormai è reiteratamente usata dai media in queste occasioni è stata “sono stati bruciati centinaia di miliardi di capitalizzazione nelle borse valori”. È una costante quella che a improvvise crisi internazionali corrisponda nei mercati dei capitali una grande volatilità delle quotazione dei titoli azionari e obbligazionari. Dopo le pesanti cadute degli indici di lunedì e martedì scorso, già nella giornata di mercoledì c’è stato un significativo recupero delle quotazione. Anche ieri, di nuovo, gli indici di borsa hanno subito delle perdite. È molto probabile che la volatilità dei mercati finanziari internazionali continuerà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane fino a quando non sarà chiaro quale esito avrà il conflitto contro gli aguzzini del popolo iraniano. Sono questi momenti particolarmente propizi per gli speculatori di borsa. La risposta dei mercati dei capitali, in questi casi, è decisamente irrazionale in quanto la caduta dei valori delle quotazioni delle azioni e delle stesse obbligazioni è generalizzata.

Vengono coinvolti tutti i titoli senza considerare i fondamentali delle singole società emittenti e i singoli settori economici. Vengono penalizzati anche comparti economici che non possono essere negativamente influenzati dalla guerra in corso. Chi investe consapevolmente in borsa, acquistando titoli azionari, sa bene che i valori mobiliari, emessi da società con solidi fondamentali economici di bilancio, nel medio termine allineeranno il loro valore ai dati patrimoniali e reddituali della società quotata in borsa. Le perdite (minusvalenze) e i profitti (plusvalenze) si concretizzano solo quando si decide la vendita dei titoli in portafoglio. In periodi di elevata volatilità delle quotazioni di borsa il risparmiatore che ha investito in capitale di rischio (azioni) deve tenere i nervi saldi per non rischiare di cadere nella trappola degli speculatori di borsa. La speculazione nei mercati finanziari non sempre è negativa. Anzi, gli speculatori di borsa che sono operatori professionali con elevate competenze tecniche sono l’anima stessa del mercato. La speculazione assume connotati particolarmente negativi quando gli operatori di borsa alimentano la propensione al rialzo dei titoli creando l’effetto bolla finanziaria oppure incentivando la propensione al ribasso delle quotazioni che induce i risparmiatori, meno consapevoli, a vendere i propri titoli in portafoglio per paura di subire ulteriori perdite.

Quando esisteva il luogo fisico dove avvenivano le contrattazioni “alle grida”, tra gli agenti di borsa dei titoli quotati, le negoziazioni venivano effettuate nelle corbeilles (recinti) situati al centro delle sale di contrattazione gestite dalle Camere di Commercio. La principale borsa italiana era in Piazza degli Affari a Milano. Nei recinti erano presenti: lo speaker (un agente di borsa che a turno svolgeva tale funzione) che chiamava i titoli alla negoziazione secondo un ordine predeterminato, gli agenti di cambio o i loro procuratori, un impiegato della camera di commercio e un membro del Consiglio direttivo degli agenti di cambio. Il membro del Consiglio direttivo era chiamato a dirimere, in maniera stragiudiziale, eventuali controversie tra agenti causate da fraintendimenti dovute alle frenetiche contrattazioni che si perfezionavano con la semplice consegna del cosiddetto “biglietto di stabilito”. Da tempo ormai le negoziazioni di borsa avvengono da remoto attraverso i terminali. Tuttavia, i meccanismi legati alla speculazione di borsa non sono cambiate. Credo che, per il fatto che le negoziazioni avvenissero nei recinti delle borse valori fisiche, è stato coniato nel mondo dei mercati finanziari il termine “parco buoi”; espressione che viene usata nel gergo finanziario per indicare un ampio insieme di investitori (risparmiatori) particolarmente inesperti, spesso facile preda degli speculatori.


di Antonio Giuseppe Di Natale