mercoledì 25 febbraio 2026
Il nuovo decreto energia promette un alleggerimento delle bollette nel 2026. Ma la fotografia scattata sui conti del 2025 restituisce un quadro ancora oneroso per le famiglie italiane. L’analisi realizzata da Facile.it, costruita sui consumi dichiarati da oltre un milione di utenze domestiche nel mercato libero a tariffa indicizzata, evidenzia forti squilibri territoriali e conferma livelli di spesa ben superiori rispetto al periodo pre-crisi energetica. Secondo i dati, nel 2025 la spesa media complessiva per luce e gas si è attestata a 2.055 euro per nucleo domestico. Un valore solo leggermente inferiore a quello del 2024, ma distante anni luce dal 2018, quando il peso in bolletta non superava i 1.200 euro annui. A incidere maggiormente è stata la componente gas, con una media nazionale di 1.316 euro, mentre per l’energia elettrica la spesa si è fermata poco sotto i 740 euro. Numeri che confermano come il riscaldamento continui a rappresentare la voce più gravosa nei bilanci familiari.
Limitando l’analisi alla sola energia elettrica, la Regione più cara risulta la Sardegna. Nell’Isola, nel 2025, le famiglie hanno consumato in media 2.751 Kilowattora, sostenendo una spesa di 826 euro, pari al +12 per cento rispetto alla media nazionale. L’assenza del gas di città in diverse aree e il maggiore ricorso a dispositivi elettrici per il riscaldamento domestico – si legge nel rapporto – contribuiscono a spiegare l’elevato livello dei consumi. In seconda posizione si colloca la Sicilia, con 2.511 Kilowattora annui e una spesa media di 768 euro. Segue il Veneto, con 767 euro per 2.505 Kilowattora consumati. Sul fronte opposto, le bollette più leggere si registrano in Basilicata, dove la spesa media si è fermata ad “appena” 611 euro per 1.862 Kilowattora annui. Seguono la Liguria (635 euro per 1.960 Kilowattora) e l’Abruzzo (665 euro per 2.085 Kilowattora).
La graduatoria cambia radicalmente quando si passa all’analisi del gas. La Regione con la bolletta più elevata è il Trentino-Alto Adige, con una media di 1.548 euro a fronte di 1.261 Standard metro cubo annui dichiarati. Segue ancora il Veneto, con 1.529 euro per 1.215 Standard metro cubo, mentre al terzo posto si colloca l’Emilia-Romagna, con 1.525 euro e 1.204 Standard metro cubo. Quarta la Lombardia, dove la spesa media 2025 è stata pari a 1.416 euro per 1.146 Standard metro cubo. Le regioni meno onerose risultano invece la Sicilia (942 euro per 636 Standard metro cubo), la Calabria (967 euro per 642 Standard metro cubo) e il Lazio (979 euro per 665 Standard metro cubo).
Il quadro che emerge è quello di un Paese energeticamente diviso: al Nord pesano maggiormente i consumi legati al riscaldamento, mentre in alcune aree del Sud e nelle Isole incide l’assenza di infrastrutture per il gas e il conseguente ricorso all’elettricità. Il decreto energia punta a intervenire su questo squilibrio, ma i numeri del 2025 confermano che il costo dell’energia resta una delle principali voci di pressione sui bilanci delle famiglie italiane, con differenze territoriali che superano, in alcuni casi, i 600 euro annui tra una Regione e l’altra.
di Redazione