Il futuro dell’Europa si tinge di blu

mercoledì 18 febbraio 2026


Il destino degli ecosistemi acquatici europei si appresta a vivere una svolta decisiva e senza precedenti grazie allo stanziamento massiccio di 215,7 milioni di euro previsto dal nuovo Work Programme 2026-2027 di Horizon Europe, un investimento che pone la Missione “Restore our Ocean and Waters” al centro dell’agenda politica ed economica del continente. Questa iniziativa non rappresenta soltanto un ambizioso impegno ecologico per contrastare il cambiamento climatico, ma si configura come una vera e propria strategia industriale e sociale di lungo termine, concepita per trasformare radicalmente il rapporto tra sviluppo antropico e tutela delle risorse idriche attraverso il coinvolgimento sinergico di centri di ricerca, imprese innovative, enti locali e territori.

Le nuove call europee mirano a rafforzare la resilienza e la transizione verde nei principali bacini fluviali e marini, muovendosi lungo direttrici scientifiche rigorose che spaziano dal ripristino della biodiversità, con l’obiettivo di proteggere legalmente almeno il 30 per cento delle aree marine dell’Unione europea, fino al raggiungimento del target “zero inquinamento”, mirato a eliminare drasticamente la presenza di plastiche, microplastiche e sostanze chimiche nocive che soffocano i nostri mari. In questo scenario di trasformazione profonda, la Blue Economy circolare diventa il motore di una nuova crescita sostenibile, promuovendo modelli di pesca a basso impatto, acquacoltura rigenerativa e la decarbonizzazione dei trasporti marittimi, settori in cui l’innovazione tecnologica può fare la differenza tra il declino e la rinascita ambientale.

Per l’Italia, che vanta oltre 7.500 chilometri di coste e una rete idrografica tra le più complesse e delicate d’Europa, questa dotazione finanziaria rappresenta un’opportunità strategica imperdibile per chiunque operi nel campo della biotecnologia marina, della difesa della biodiversità e della gestione intelligente delle acque. Tuttavia, la complessità intrinseca dei bandi Horizon Europe e l’elevata competitività dei consorzi transnazionali richiedono una capacità progettuale di altissimo livello, capace di coniugare rigore scientifico, sostenibilità economica e impatto sociale misurabile.

Proprio per questo motivo, il ruolo di organizzazioni professionali come Assoeuro, l’Associazione Italiana Europrogettisti e degli Ue Project Manager, diventa assolutamente centrale, fungendo da ponte indispensabile tra le intuizioni dei ricercatori e le rigide procedure di Bruxelles, garantendo che le idee più brillanti non restino sulla carta ma si trasformino in soluzioni concrete, scalabili e finanziabili.

La sfida che ci attende da qui al 2030 non concede spazio a esitazioni: ogni euro investito nella rigenerazione delle acque è un investimento sulla stabilità del nostro clima e sulla prosperità delle generazioni future, rendendo la tutela dell’oro blu non più una scelta opzionale, ma il pilastro fondamentale su cui costruire l’autonomia strategica e il benessere dell’intera Unione europea.


di Domenico Letizia