Accordo Ue-Mercosur: sfide e opportunità per i brasiliani in Italia

sabato 29 novembre 2025


Come ex-deputata del Parlamento italiano, rappresentando la comunità dell’America Meridionale, e come avvocata specializzata in diritto internazionale, seguo da vicino le negoziazioni dell’Accordo Ue-Mercosur, che dovrebbe essere definitivamente firmato a dicembre 2025, come annunciato dal presidente Lula. Analizziamo gli impatti settoriali, le sfide della ratifica, le opportunità per i brasiliani in Italia e il ruolo della cittadinanza italiana come ponte transatlantico.

IMPATTI SETTORIALI DELL’ACCORDO UE-MERCOSUR

L’Accordo Ue-Mercosur, negoziato per oltre vent’anni, promette di creare una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, coinvolgendo circa 780 milioni di persone. I suoi impatti settoriali sono profondi e diversificati, con benefici sia per l’economia europea sia per quella sudamericana.

Nel settore agricolo, il Mercosur – con il Brasile come maggiore esportatore di commodities – avrà accesso facilitato al mercato europeo. Prodotti come carne bovina, soia, zucchero ed etanolo avranno dazi ridotti o eliminati, aumentando le esportazioni brasiliane del 20-30 per cento, secondo stime della Commissione Europea. Per l’Ue, ciò significa una maggiore offerta alimentare a prezzi competitivi, ma con salvaguardie per proteggere gli agricoltori locali, come quote limitate per le importazioni più sensibili. Recentemente, il Consiglio dell’Ue ha approvato regolamenti per attuare tali clausole di salvaguardia, garantendo che un afflusso improvviso di importazioni non danneggi i settori vulnerabili.

Nel settore industriale, l’Europa beneficia dell’apertura dei mercati per i beni manifatturieri, come automobili, macchinari e prodotti chimici. Le imprese italiane, ad esempio, potranno esportare più facilmente verso il Brasile, riducendo dazi che oggi arrivano fino al 35 per cento. Per il Mercosur, ciò rappresenta una sfida competitiva, ma anche un’opportunità di modernizzazione tecnologica tramite investimenti esteri diretti (IED). Studi indicano che l’accordo potrebbe aumentare il Pil del Mercosur dell’1-2 per cento annuo, puntando su catene del valore integrate.

Anche altri settori, come servizi e tecnologia, saranno influenzati. L’accordo faciliterà il commercio di servizi digitali, telecomunicazioni e finanza, promuovendo partnership tra startup brasiliane e poli innovativi italiani come Milano e Roma. Tuttavia, sarà essenziale monitorare gli effetti ambientali, poiché l’accordo include impegni di sostenibilità allineati all’Accordo di Parigi.

SFIDE PER LA RATIFICA DELL’ACCORDO

Nonostante l’ottimismo, la ratifica affronta ostacoli significativi. Da ex-parlamentare, conosco bene le dinamiche politiche dell’Ue e come possano ritardare processi complessi. Recentemente, il Parlamento europeo ha bloccato una risoluzione di opposizione all’accordo per motivi procedurali, ma le voci critiche restano forti.

Una delle principali sfide è l’opposizione di paesi come la Francia, che richiedono maggiori garanzie ambientali e agricole. Il governo francese ha dichiarato, nel novembre 2025, che l’accordo necessita ancora di adeguamenti per essere accettabile, citando preoccupazioni sul disboscamento in Amazzonia e sulla concorrenza sleale. La Commissione europea ha tentato di superare tali ostacoli separando l’accordo in un pilastro commerciale e uno politico, ma questa manovra ha sollevato critiche da parte di Ong e parlamentari.

Un altro ostacolo è la ratifica nei parlamenti nazionali. Sebbene il pilastro commerciale possa essere approvato a maggioranza qualificata dal Consiglio dell’Ue, aspetti come la cooperazione politica richiedono l’unanimità. Paesi come Austria e Irlanda hanno già espresso riserve ambientali. Nel Mercosur, invece, persistono dibattiti interni sul protezionismo industriale. Nonostante ciò, il presidente Lula prevede la firma per il 20 dicembre 2025, un traguardo storico.

Queste sfide evidenziano la necessità di un dialogo continuo. Come avvocata, suggerisco che i governi investano in clausole di revisione periodica, per adeguare l’accordo alle nuove realtà, comprese le trasformazioni climatiche.

OPPORTUNITÀ PER I BRASILIANI IN ITALIA CON L’ACCORDO

L’Accordo Ue-Mercosur non riguarda solo beni: apre porte a persone e idee. Per i brasiliani, l’Italia – con la sua forte comunità di discendenti – rappresenta una porta privilegiata verso l’Europa. Con la riduzione dei dazi, imprenditori brasiliani potranno espandere attività in Italia, esportando prodotti come caffè, frutta ed energia da biomassa.

Nel mercato del lavoro, l’accordo facilita la mobilità dei professionisti qualificati attraverso intese per il riconoscimento delle qualifiche. I brasiliani nei settori IT, ingegneria e sanità potranno trovare più opportunità nelle aziende italiane, soprattutto in regioni come Lombardia e Veneto, che necessitano di manodopera specializzata. Inoltre, cresceranno gli investimenti bilaterali: si possono immaginare joint venture tra startup brasiliane e l’ecosistema innovativo italiano.

Per studenti e ricercatori, gli scambi accademici saranno incentivati, con più borse e partnership tra istituzioni. Come madre e imprenditrice, vedo in ciò una grande opportunità per le nuove generazioni brasiliane di inserirsi nel mercato europeo, portando innovazione e diversità culturale.

CITTADINANZA ITALIANA

Come brasiliana con cittadinanza italiana, ho sempre difeso lo jus sanguinis – il diritto di sangue che permette a milioni di brasiliani di ottenere la cittadinanza per discendenza. Con l’Accordo Ue-Mercosur, questa cittadinanza diventa un ponte ancora più solido.

Attualmente, circa 5 milioni di brasiliani hanno origini italiane che danno diritto alla cittadinanza, facilitando la residenza e il lavoro nell’Ue. Nel contesto dell’accordo, gli italo-brasiliani potranno agire come “ambasciatori economici”, facilitando affari bilaterali senza barriere. Un imprenditore con doppia cittadinanza, per esempio, potrà aprire filiali in Italia, sfruttando l’abbattimento dei dazi e le reti locali.

Permangono però difficoltà come le lunghe attese nei consolati – un tema che ho cercato di riformare durante il mio mandato. Con l’accordo, auspico che i governi investano nella semplificazione delle procedure, rendendo la cittadinanza uno strumento strategico di integrazione economica. A chi intende intraprendere questo percorso, consiglio di rivolgersi a professionisti specializzati per evitare errori nella documentazione.

In sintesi, l’Accordo Ue-Mercosur rappresenta un’opportunità trasformativa, ma richiede la capacità di superare numerose sfide. Da ex-parlamentare, rimango ottimista: esso rafforzerà i legami tra Brasile e Italia, con la cittadinanza italiana come elemento decisivo di connessione.

(*) Ex-parlamentare italiana e avvocato internazionale


di Renata Bueno (*)